L’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa si sta trasformando da iniziativa di nicchia a leva strategica per le filiere agroalimentari. In questo scenario, Nestlé ha annunciato il sostegno a Regenerating Together un programma internazionale che punta a creare quadri operativi comuni e strumenti condivisi per misurare i progressi ambientali lungo l’intera catena del valore.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra agricoltori, agronomi, organizzazioni non governative e istituzioni accademiche, con un obiettivo chiaro: accelerare la diffusione di pratiche rigenerative attraverso metriche credibili e metodi applicabili in maniera coerente da attori diversi della filiera.
La partecipazione di grandi marchi e organizzazioni ambientali suggerisce un tentativo collettivo di superare approcci frammentati e allineare le aziende su standard comparabili.
Regenerating Together è sostenuto da oltre 40 aziende del settore alimentare e agricolo. La presenza di realtà come The Nature Conservancy e Earthworm Foundation rafforza la dimensione ambientale del programma, che punta a offrire una guida armonizzata per l’implementazione di pratiche rigenerative e per il monitoraggio dei risultati lungo la filiera.
Il cuore dell’iniziativa è la definizione di metriche comuni e framework pratici che rendano confrontabili i progressi e diano solidità ai percorsi di transizione.
Un’attenzione particolare è dedicata alle emissioni Scope 3 ovvero le emissioni indirette lungo la catena di fornitura, spesso la quota più consistente dell’impronta climatica per le aziende del comparto. L’idea è che la collaborazione intersettoriale consenta di individuare indicatori e metodi di verifica condivisi, così da favorire investimenti mirati, scalabilità delle soluzioni e risultati affidabili.
In questo modo l’agricoltura rigenerativa viene considerata una leva per resilienza e decarbonizzazione.
Nestlé ha definito un obiettivo specifico: arrivare entro il 2030 a ottenere il 50% dei propri ingredienti chiave da agricoltori che adottano pratiche rigenerative. Il target riguarda materie prime centrali per il business del gruppo, come latticini, cacao e caffè. Il sostegno al programma Regenerating Together si inserisce quindi in una traiettoria che mira a dare struttura, tracciabilità e comparabilità alle iniziative intraprese sul territorio, valorizzando strumenti e standard condivisi.
Il movimento verso l’agricoltura rigenerativa non è circoscritto a un singolo attore. Accanto a Nestlé, anche altri grandi protagonisti del comparto, tra cui PepsiCoDanone e Mars stanno investendo in programmi di transizione agricola sostenibile. La convergenza di più aziende su approcci e misure comuni può favorire maggiore coerenza tra obiettivi e rendere più visibili i risultati, a beneficio sia degli operatori sia degli stakeholder lungo la filiera.
La direzione tracciata viene sintetizzata dalle parole di Pascal Chapot Vicepresidente e Responsabile dell’Agricoltura presso Nestlé“L’agricoltura rigenerativa mostra un grande potenziale nel rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento contro il cambiamento climatico, aiutando al contempo a migliorare i mezzi di sussistenza degli agricoltori. Per accelerare l’adozione, abbiamo bisogno di quadri pratici e credibili che possano essere applicati coerentemente lungo tutta la catena del valore”. La dichiarazione sottolinea l’esigenza di passare da impegni generici a metodologie verificabili e ripetibili, con una particolare enfasi sulla misurabilità degli impatti.
In questa prospettiva, il valore aggiunto del programma sta nella capacità di costruire un linguaggio comune: indicatori, protocolli e strumenti capaci di descrivere con precisione ciò che accade nei campi e di collegarlo agli obiettivi climatici aziendali. Un simile allineamento permette di ridurre l’incertezza facilita la collaborazione tra partner e incentiva pratiche che mantengano al centro sia la salute del suolo sia la redditività agricola aspetti essenziali per la continuità delle filiere.
Affinché l’agricoltura rigenerativa diventi una componente stabile delle forniture, servono metriche operative in grado di tradurre principi agronomici in risultati tangibili. È qui che Regenerating Together ambisce a incidere: fornendo strumenti di monitoraggio che riducano la variabilità tra progetti e rendano più chiaro come le pratiche adottate, dalla gestione del suolo alla diversificazione colturale, si riflettano su emissioni, resilienza e performance economiche.
In un contesto di catene del valore globali la comparabilità dei dati diventa cruciale per stabilire priorità e allocare risorse in modo efficace.
La partecipazione di aziende e organizzazioni di primo piano lascia intravedere un percorso di standardizzazione graduale che potrebbe favorire l’adozione su larga scala. Resta centrale il tema della trasparenza dei risultati saranno i dati, raccolti e confrontati con criteri condivisi, a mostrare la reale efficacia dell’approccio. È su questo terreno che iniziative con quadri credibili e metriche comuni possono differenziare impegni strategici da azioni meramente comunicative, orientando le filiere verso benefici ambientali e sociali misurabili.