Una serie di blackout distribuiti su più città ha generato disagi di natura differente: a Torino lo spegnimento ha coinvolto un grande impianto di potabilizzazione, mettendo per ore a rischio la distribuzione dell’acqua; a Sesto San Giovanni alcune palazzine sono rimaste ripetutamente senza corrente tra il 22 e il 24 giugno 2026, con problemi agli ascensori e al mantenimento dei cibi; nel centro di Bergamo, il 26 giugno 2026, commercianti e ristoratori hanno dovuto fermare le attività per guasti alla rete elettrica.
Questa mattina un blackout ha interessato l’impianto di potabilizzazione di corso Unità d’Italia struttura che fornisce circa 1.200 litri al secondo. Tutte e quattro le linee di alimentazione che servono l’impianto sono saltate, lasciando l’impianto privo di energia per diverse ore. Il problema è stato parzialmente risolto quando è stata riattivata la linea da 27.000 V mentre l’azienda idrica ha installato due cogeneratori da 1.000 e 500 kVA per garantire la continuità del servizio.
Per alcune ore si è temuto lo stop totale della potabilizzazione: i gruppi elettrogeni infatti non avrebbero avuto la potenza necessaria se l’energia non fosse tornata. Per compensare la ridotta produzione l’ente gestore ha anche avviato il prelievo dal bacino di La Loggia con l’ipotesi — in caso di ulteriore carenza energetica — di limitare l’erogazione in alcuni comuni collinari che si riforniscono dal serbatoio ricaricato dall’impianto.
Intorno alle 13:30 i residenti delle case popolari di via Scarsellini nel quartiere Mirafiori, hanno denunciato forniture a singhiozzo e acqua sporca. L’ente idrico ha però precisato che quel guasto sembrava dipendere da un autoclave centralizzato del condominio e non direttamente dal blackout all’impianto principale. La coincidenza dei due problemi ha comunque aumentato l’allarme tra gli abitanti, risolto prima delle 15 grazie al ripristino parziale dell’alimentazione e agli interventi locali.
Nel segmento sud-est della città, a ridosso del quartiere Adriano di Milano, le prime interruzioni sono iniziate la sera del 22 giugno 2026 e sono proseguite il giorno successivo, provocando blackout intermittenti che hanno interessato quattro palazzine con circa cento famiglie ciascuna. Le segnalazioni indicano mancate risposte tempestive dagli operatori e una condizione di crescente frustrazione tra i condomini.
I problemi segnalati non riguardano solo la mancanza di illuminazione o il caldo accentuato dalla fermata di climatizzatori e ventilatori, ma anche conseguenze pratiche come il deterioramento degli alimenti conservati in frigoriferi e congelatori, l’impossibilità di utilizzare gli ascensori — con gravi ripercussioni per anziani e disabili — e la chiusura forzata di negozi di vicinato. Alcune famiglie hanno dovuto scendere in strada per chiedere spiegazioni e ottenere l’intervento della Protezione civile alla sera del 23 giugno 2026.
Il centro di Bergamo ha registrato un nuovo guasto che ha interessato via Verdi via Pignolo e via Tasso. L’interruzione ha impedito a numerosi esercizi commerciali, tra cui alcuni ristoranti, di operare per il servizio serale; un locale ha annunciato la cancellazione di tutte le prenotazioni. Sul posto sono intervenuti operai e mezzi d’opera per individuare cavi danneggiati: è stato posizionato un generatore e sono in corso scavi localizzati per raggiungere i punti in avaria.
I tecnici stimano che le riparazioni, dati i danni ai cavi, potrebbero proseguire fino a notte inoltrata e concludersi idealmente intorno alle 2:00, salvo imprevisti. Nel frattempo gli esercenti hanno subito perdite dirette per pasti cancellati e chiusure anticipate, mentre i lavori con escavatore e mezzi pesanti indicano la complessità dell’intervento sulla rete sotterranea.
In tutte le situazioni descritte emergono alcuni elementi comuni: il forte carico sulla rete dovuto all’uso massiccio di condizionatori, la fragilità di infrastrutture vecchie o maltenute e la necessità di risposte rapide per tutelare fasce vulnerabili della popolazione.
Le misure di emergenza adottate — dall’installazione di generatori alla mobilitazione di squadre di tecnici — hanno alleviato i disagi, ma la sequenza di eventi mette in evidenza la vulnerabilità dei servizi essenziali in presenza di picchi di domanda.