Il ritrovamento di un piccolo oggetto ha riacceso le operazioni di ricerca per le due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena: un fermaglio rosso con decorazioni che, secondo persone a conoscenza della famiglia, potrebbe appartenere a Sarahla minore di 12 anni.
L’oggetto è stato recuperato in un punto collinare, a circa 300 metri dalla struttura che le ospitava, e ha spinto le autorità ad ampliare le ricerche verso l’area montana del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Il fermaglio è stato individuato lungo un sentiero nella parte alta del paese. Dopo il ritrovamento, i carabinieri hanno disposto delle transenne per limitare l’accesso alla strada che conduce alla casa famiglia, mentre i mezzi impegnati sul posto si sono spostati verso la riserva naturale La Camosciara. Sul luogo sono stati impiegati un elicottero dei Vigili del Fuocodroni e unità a terra del soccorso alpino e dei vigili del fuoco, in un coordinamento che mira a verificare se la traccia possa confermare il passaggio delle ragazze nei boschi attorno al paese.
Un’amichetta di Sarah avrebbe riconosciuto il fermaglio come appartenente alla ragazzina, ma gli investigatori mantengono cautela: l’oggetto è stato trovato su un sentiero e potrebbe non essere esclusivamente riferibile alle due minori. Per questo motivo gli inquirenti continuano a condurre accertamenti sui dispositivi elettronici, a esaminare le immagini delle telecamere di videosorveglianza e a incrociare testimonianze, per ricostruire i movimenti delle ragazze nelle ore precedenti alla scomparsa.
Le sorelle, Sarah (12 anni) e Alisya (16 anni), si sono allontanate dalla casa famiglia nella notte tra il 6 e il 7 giugno. In quell’arco di tempo le due erano state viste in paese e poi rientrate nella struttura: gli ultimi passaggi verificati mostrano che la notte le minori hanno lasciato la comunità dopo essere scese da una finestra. Nello zaino ritrovato nella struttura erano presenti pochi indumenti, trucchi e scarpe, elementi che hanno fatto ipotizzare alle forze dell’ordine l’ipotesi di una fuga volontaria, senza però escludere altre piste.
Due delle tre schede telefoniche intestate a dispositivi che le ragazze avevano con sé risultano intestate a persone legate al loro nucleo familiare: una a un uomo di origine kosovara e una al compagno della madre di Alisya. Questi dispositivi risultano inattivi da 96 ore e sono sotto analisi per cercare eventuali agganci alle celle che possano concentrare l’area delle ricerche. Anche i computer e i telefoni della struttura sono stati ispezionati per ricavare elementi utili alle indagini.
Le ricerche sul terreno interessano ora soprattutto i boschi e le alture attorno a Civitella Alfedena: squadre del soccorso alpino e speleologiconuclei cinofili, vigili del fuoco con unità Sapr (droni) e Tas, nonché volontari e protezione civile stanno battendo sentieri, rifugi in quota, grotte e casolari isolati. Un elicottero continua i sorvoli a bassa quota, spostandosi anche verso il lago di Barreamentre vengono incrociate le immagini delle telecamere comunali e i passaggi veicolari nei punti d’accesso al paese.
La procura competente ha avviato due fascicoli: uno per sottrazione di minori e un altro per abbandono di minoria seguito delle denunce presentate dai genitori. Nel corso delle indagini sono state fatte audizioni e perquisizioni nei confronti di persone informate sui fatti, con l’obiettivo di escludere o confermare ipotesi su accompagnamenti volontari o esterni.
Il ritrovamento del fermaglio, seppur significativo, viene valutato con prudenza dagli investigatori: da un lato rappresenta una potenziale traccia del percorso effettuato dalle due ragazze, dall’altro richiede riscontri oggettivi per stabilire una connessione diretta.
Le ricerche proseguono nelle aree boschive e lungo le vie di comunicazione secondarie, con l’intento di trovare nuovi elementi utili a ricomporre gli ultimi spostamenti di Sarah e Alisya.