Nel cuore del Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri, l’evento Sirino in transumanza si propone come un’occasione per riaffermare il legame tra pratiche agricole tradizionali e tutela ambientale. La manifestazione, promossa dalla Luigi Diotaiuti Foundation e ideata dallo chef italoamericano Luigi Diotaiuti, ritorna con una giornata densa di iniziative che mirano a valorizzare prodotti locali, stili di vita salutari e saperi tramandati.
La kermesse si svolge in località La Conserva a Lauria e, oltre a offrire momenti gastronomici, ospita confronti istituzionali su agricoltura e ambiente, attività per famiglie e approfondimenti sul valore culturale della transumanza.
Questa formula unisce promozione del territorio e attenzione alle sfide contemporanee come i cambiamenti climatici e la sicurezza alimentare.
La giornata inaugurale, prevista per 28 giugno si apre con una cerimonia seguita da un dibattito che coinvolge rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali sui temi dell’agricoltura e della sostenibilità ambientale. Nel corso della manifestazione sono previste degustazioni di prodotti tipici della Basilicata, con particolare attenzione al caciocavallo podolico e alla carne podolica entrambi considerati elementi centrali per il rilancio economico e culturale del territorio.
Per le famiglie sono organizzati giochi e laboratori dedicati ai bambini, pensati per trasmettere l’importanza delle pratiche rurali in modo coinvolgente. Non manca un cooking show con ricette tradizionali, dove lo chef Diotaiuti e altri cuochi locali reinterpretano i sapori lucani utilizzando materie prime artigianali.
L’edizione beneficia del patrocinio di enti come la National Italian American Foundation Slow Food Magna Grecia, l’Unione dei comuni del Lagonegrese e altre realtà che sostengono la promozione culturale e agroalimentare.
La rete di sponsor e collaborazioni rende possibile l’organizzazione di workshop, degustazioni e momenti di formazione rivolti sia agli operatori del settore sia al pubblico.
La transumanza è al centro della narrazione dell’evento non solo come rito pastorale, ma come modello di sostenibilità e gestione del territorio. Attraverso la mobilità stagionale degli allevamenti si conservano pratiche zootecniche e metodi produttivi che valorizzano risorse autoctone, contribuendo a contrastare lo spopolamento dei borghi e a favorire forme di turismo rurale responsabile.
Il caciocavallo podolico prodotto simbolo della manifestazione, viene presentato come esempio di eccellenza artigianale: la sua produzione, legata a razze e metodi tradizionali, rappresenta un patrimonio da proteggere e tramandare. Allo stesso modo, la carne podolica emerge come risorsa che può sostenere le economie locali se preservata con pratiche agricole attente e certificate.
La fondazione promuove anche attività formative e la realizzazione di contenuti audiovisivi per raccontare la transumanza e le storie rurali.
Tra i progetti più noti c’è il docufilm “Transumanza: un’antica pratica con valori moderni”, che ha ottenuto riconoscimenti internazionali e contribuisce a portare l’attenzione del grande pubblico sulle tradizioni lucane e sul loro ruolo contemporaneo.
Queste iniziative si accompagnano a workshop e congressi sia in Italia sia all’estero, con l’obiettivo di creare sinergie tra operatori, istituzioni e comunità locali per promuovere un modello di sviluppo sostenibile basato su territorio, cultura e gastronomia.
L’edizione in programma coincide con il trentesimo anniversario dell’attività di Luigi Diotaiuti, chef e ambasciatore della cucina lucana all’estero. Il suo percorso, iniziato in una fattoria della Basilicata e sviluppato nella ristorazione internazionale, funge da trait d’union tra tradizione e contaminazione culinaria, contribuendo a far conoscere i prodotti lucani su palcoscenici globali.
Per il territorio, Sirino in transumanza rappresenta un’opportunità concreta: favorisce la visibilità dei produttori locali, stimola forme di turismo esperienziale e mette a sistema competenze che possono generare occupazione sostenibile.
L’evento conferma così il suo ruolo di piattaforma dove memoria, economia e ambiente si incontrano.