64 ristoranti italiani premiati per la carta dei vini: la classifica regione per regione

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.

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La scena enogastronomica italiana ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale: 64 ristoranti del paese sono stati segnalati per la qualità delle loro carte dei vini delle cantine e del servizio da parte di un premio mondiale dedicato ai programmi enologici.

Questa selezione conferma come il vino sia parte integrante dell’identità della ristorazione italiana, non solo come offerta ma come esperienza coerente con la cucina e la gestione del servizio.

Tra i numeri più rilevanti emergono alcune regioni in testa alla classifica nazionale: la Lombardia guida con 13 indirizzi, seguita da Lazio con 12 e Toscana con 10. Nel complesso sono più di 4.000 i locali premiati a livello globale dall’organizzazione che assegna questi riconoscimenti, distribuiti in oltre 85 paesi e in tutti i 50 stati degli Stati Uniti.

Dettaglio regionale: Lombardia, Lazio e Toscana in primo piano

La Lombardia spicca soprattutto grazie alla concentrazione milanese, ma con presenza significativa anche sul lago di Como. A Milano figurano indirizzi affermati come Ristorante Cracco, Acanto, Affinatore, Al Baretto Sant’Ambrogio, Langosteria, Setta, Tuya Milano, Zelo, Barbacoa Churrascaria e STK. Fuori città si segnalano L’Aria a Blevio, Ristorante Bilacus a Bellagio e Veranda a Cernobbio, a testimonianza dell’importanza crescente delle aree lacustri nel circuito enologico.

Roma e il Lazio: la Capitale protagonista

Il Lazio deve gran parte del suo posizionamento alla rete romana: nella Capitale sono premiati locali di alta tradizione come La Pergola, Achille al Parlamento, Ristorante Acquolina, Innocua Pesa, Sciarada, Il Convivio Troiani, Il Pagliaccio, Imàgo, Pierluigi, Rinaldi Al Quirinale e San Baylon. Alla lista si aggiunge Nando al Pallone a Vitorchiano, che si distingue per un riconoscimento specifico di livello superiore.

Toscana, Veneto e Piemonte: diffusione territoriale e vocazione enoturistica

La Toscana mostra una presenza capillare che include città d’arte e località legate all’enoturismo: a Firenze si trovano Enoteca Pinchiorri, Atto di Vito Mollica, Gucci Osteria da Massimo Bottura, Il Palagio e Ristorante Gastone. Completano il quadro Bistrot a Forte dei Marmi, Gli Affreschi a Cortona, La Sosta del Gusto a Pontassieve, Tomkat a Lucca e Dulcisinfundo a San Gimignano, confermando la varietà dell’offerta regionale.

Il Veneto e il Piemonte entrambi con sei segnalazioni, traducono in modo diverso la centralità del vino: nel Veneto figurano Antica Bottega del Vino e Ristorante Iris a Verona, Borgo Antico a Pescantina, La Casa Degli Spiriti a Costermano, Ristorante Do Forni a Venezia e Ristorante Famiglia Rana a Oppeano.

In Piemonte spiccano La Ciau Del Tornavento a Treiso, Al Gatto Nero a Torino, Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti ad Asti, La Corte a La Morra, La Piola e Piazza Duomo ad Alba, con particolare enfasi sul ruolo delle Langhe nella costruzione identitaria del territorio.

Riconoscimenti nelle altre regioni e il caso di Nando al Pallone

La Sicilia conta cinque ristoranti premiati, tra cui Cortele Spirito Santo e Ristorante Don Camillo a Siracusa, Principe Cerami e Ristorante St.

George di Heinz Beck a Taormina e Principe di Belludia a Noto. La Campania arriva a quattro presenze con Ristorante George a Napoli, Ristorante Il Pantaleone a Ravello, Ristorante Umberto a Mare a Forio e Salone Fiorella a Massa Lubrense. Liguria ed Emilia-Romagna contribuiscono con due insegne ciascuna, mentre Puglia, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta registrano una presenza a testa.

Nando al Pallone: il Best of award of excellence e la cantina

Un riconoscimento particolare è andato al resort di Vitorchiano, che ha ottenuto il Best of award of excellence per la sua carta dei vini e il programma enologico. Il resort, fondato nel 1971 e guidato dal 1994 da Daniele Canestro, custodisce una collezione privata di oltre 70.000 bottiglie e una carta composta da oltre 4.000 etichette con significative verticali e annate storiche provenienti da regioni come Borgogna, Champagne, Loira, Piemonte, Toscana e Alto Adige.

La storica cantina scavata nel tufo rappresenta un elemento simbolico e attrattivo, visitata da appassionati e professionisti.

La cucina del resort è affidata allo chef Marco Milioni, alla guida della brigata dal 1997, mentre il servizio del vino è curato dal sommelier e maître Daniele Platti, presente dal 2018. Il proprietario, Daniele Canestro, è sommelier certificato AisFisar e Onav segno di un impegno formativo e di qualità che si riflette nella programmazione di eventi enologici come Vinando, Franciacorta sotto le stelle, Champagne Day e Wine Evolution.

Nel loro insieme, questi 64 ristoranti rappresentano una fotografia della ristorazione italiana in cui il vino è elemento strutturale: non più semplice accompagnamento, ma proposta studiata, coerente con la cucina e sostenuta da un servizio professionale e da una cantina che racconta territori e annate.