Il calendario fiscale di luglio 2026 impone scadenze concentrate e obblighi che interessano imprese, professionisti e operatori del turismo. Allo stesso tempo, le banche dati pubbliche sono ora collegate per individuare omissioni dichiarative, mentre i beneficiari del fondo FRI-Tur hanno ottenuto una proroga per completare gli investimenti.
In questo articolo analizziamo i termini principali, il funzionamento del controllo su Alloggiati web e i dettagli della proroga del bonus FRI-Tur con indicazioni pratiche per evitare sanzioni.
Nel mese di luglio 2026 le scadenze chiave cadono il 15, 16, 20 e 31 luglio. Il 15 luglio riguarda l’imposta di registro sui contratti di locazione d’impresa stipulati o rinnovati a giugno senza opzione per la cedolare secca e l’emissione delle fatture differite per le consegne documentate con DDT nello stesso mese. Il 16 luglio è la giornata più densa: va versata l’IVA relativa a giugno (per i contribuenti mensili) o il saldo trimestrale con le maggiorazioni previste, le ritenute come sostituto d’imposta su dipendenti e professionisti, i contributi INPS per i dipendenti e la Gestione Separata, nonché l’imposta agevolata sui premi di produttività.
Il 20 luglio è la data fondamentale per i soggetti soggetti agli ISA e per i soci di società trasparenti: entro tale termine si può effettuare il versamento senza maggiorazioni del saldo 2026 e del primo acconto 2026 di IRES, IRPEF e IRAP oltre a imposte sostitutive e contributi. È prevista la possibilità di posticipare al 20 agosto con una maggiorazione dello 0,80% per le posizioni indicate dal decreto. Infine, il 31 luglio scadono la prima rata o il saldo della rottamazione-quinquies (con tolleranza di 5 giorni) e l’obbligo per gli esercenti al dettaglio di collegare i POS al registratore telematico, ove previsto.
Il portale Alloggiati web è il canale ufficiale per trasmettere alle questure le generalità degli ospiti delle strutture ricettive; la normativa stabilisce termini stringenti: per soggiorni oltre 24 ore i dati devono essere inviati entro 24 ore dall’arrivo, mentre per soggiorni inferiori alle 24 ore la trasmissione deve essere contestuale al check-in. Oggi questi flussi vengono incrociati con le fatture elettroniche con i dati delle piattaforme di prenotazione e con le dichiarazioni dei redditi per individuare discrepanze.
Sono coinvolti hotel, agriturismi, bed & breakfast, case vacanza, affittacamere e anche i privati che concedono immobili in locazione breve in modo occasionale o continuativo. Quando emergono differenze significative tra le presenze registrate su Alloggiati web e i ricavi dichiarati, l’Agenzia delle Entrate invia un questionario con un termine di risposta di 15 giorni. La mancata risposta può comportare sanzioni amministrative da 250 a 2.000 euro e l’attivazione di un accertamento induttivo previsto dall’art.
39, comma 2, del Dpr 600/73, con determinazione del reddito su base presuntiva.
Per limitare i rischi è fondamentale che il gestore mantenga una riconciliazione continuativa tra presenze comunicate flussi di prenotazione, incassi effettivi e l’estratto conto dedicato all’attività, oltre a conservare registri e documentazione che giustifichino le discrepanze in caso di richieste.
Il termine per completare gli investimenti finanziati dal FRI-Tur è stato prorogato dal 30 giugno al 31 agosto 2026 dal decreto-legge n.
107 del 26 giugno 2026. La misura interessa le imprese che hanno già ottenuto il finanziamento nelle precedenti edizioni e non apre a nuove domande automaticamente: è necessario presentare un’istanza specifica tramite la piattaforma di Invitalia per beneficiare dell’estensione del termine.
Il FRI-Tur combina un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e un finanziamento agevolato da Cassa Depositi e Prestiti allo 0,5% annuo, da affiancare a un finanziamento bancario di pari importo.
Gli interventi ammessi vanno dalla riqualificazione energetica (che assorbe il 50% delle risorse), a lavori antisismici, eliminazione di barriere architettoniche, ristrutturazioni, digitalizzazione e acquisto di arredi; gli investimenti devono essere compresi tra 500.000 euro e 10 milioni di euro.
Le imprese beneficiarie devono rispettare i requisiti urbanistici, edilizi, di sicurezza sul lavoro e gli obblighi contributivi, oltre a ottenere una valutazione positiva del merito di credito da parte della banca finanziatrice per la delibera necessaria al finanziamento.
Prepararsi in anticipo, mantenere documentazione ordinata e confrontare sistematicamente i dati trasmessi alle autorità con i registri interni è la strategia migliore per evitare contestazioni. L’attenzione riguarda sia le scadenze fiscali di luglio 2026 che la capacità di rispondere tempestivamente a eventuali quesiti dell’amministrazione finanziaria o di completare i lavori finanziati dal FRI-Tur entro la nuova scadenza.