Il pastry chef Alberto Magrì porta la sua pasticceria a Milano: radici, numeri e attesa

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.

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Nella scena gastronomica italiana si aggiunge un nuovo capitolo: il pastry chef Alberto Magrìvolto noto sui social, apre il suo primo locale a Milano. La notizia arriva dopo anni in cui il giovane livornese ha trasformato il laboratorio di famiglia in una palestra di tecnica e visibilità digitale, raccogliendo un pubblico globale e scompigliando le attese di chi immaginava soltanto una boutique estetica.

Dietro ai numeri e ai video virali ci sono radici profonde: una pasticceria di città, una tradizione di famiglia e un apprendistato iniziato in giovane età.

La transizione dal bancone di provincia allo spazio milanese rappresenta per Magrì il passaggio da fenomeno online a imprenditore con uno spazio fisico nel centro di una metropoli.

Le radici livornesi e la formazione nel laboratorio di famiglia

Alberto nasce e cresce nella Pasticceria Magrì di Livorno, attività storica della famiglia attiva da generazioni. Ha iniziato a lavorare in laboratorio a sedici anni, imparando dai membri della famiglia e maturando una solida base tecnica: impasti, lievitati e ricette della tradizione italiana.

Questo percorso di formazione ha fornito a Magrì le competenze pratiche necessarie per sperimentare e aggiornare ricette classiche senza perdere il legame con la tradizione.

Produzione e identità del laboratorio di Livorno

Il locale di origine è caratterizzato da una proposta schietta e generosa: prodotti da colazione abbondanti, come sfogliatelle ricce, maritozzi alla panna e budino di riso in versione toscana, oltre a cornetti soffici e babà ben bilanciati. La clientela locale apprezza l’approccio autentico e il rapporto qualità-prezzo, mentre il flusso di visitatori attratti dal successo online ha creato una dinamica in cui il laboratorio artigianale convive con il turismo gastronomico.

La crescita sui social e i numeri che hanno cambiato il percorso

La svolta digitale è avvenuta con la creazione del profilo Pastrychef_am alla fine del 2026: video che privilegiano la manualità, il suono degli ingredienti e il dettaglio estetico hanno moltiplicato le visualizzazioni. In pochi anni i follower sono cresciuti fino a raggiungere cifre nell’ordine delle decine di milioni complessive tra le piattaforme principali, trasformando il nome di Magrì in un brand riconoscibile a livello internazionale.

Collaborazioni e momenti di visibilità

Tra i contenuti che hanno amplificato la notorietà c’è un video dedicato alla preparazione dei maritozzi realizzato con Lily Collinsnota attrice legata alla serie televisiva internazionale. Quel contenuto, rilanciato anche da canali di intrattenimento, ha contribuito a espandere la platea oltre l’orizzonte italiano e a portare attenzione su un giovane pasticcere che unisce tecnica tradizionale e linguaggio visivo contemporaneo.

Il progetto milanese: location, offerta e primi dettagli

La nuova pasticceria di Alberto Magrì aprirà a Milano con una data già confermata: martedì 9 giugno 2026. L’indirizzo scelto è nel centro cittadino, in un palazzo di pregio, e il progetto punta a coniugare l’identità artigianale della bottega livornese con una presentazione più allineata alle aspettative del pubblico digitale. L’obiettivo dichiarato è offrire creazioni che uniscano radiciestetica e visione personale, proponendo sia ricette tradizionali sia monoporzioni curate nell’aspetto.

L’apertura rappresenta il primo spazio ufficiale lontano dall’attività di famiglia: un passo imprenditoriale che intende rispondere a richieste diverse, da chi cerca la colazione tradizionale a chi desidera dolci dall’aspetto millimetrico come quelli mostrati nei video. Con l’arrivo a Milano si punta a ridurre il divario tra l’immagine social e l’esperienza reale, offrendo al contempo una vetrina per le creazioni più curate.

Reazioni e aspettative del pubblico

Le recensioni sulla produzione di Livorno sono in gran parte positive, con lodi per la qualità delle materie prime e il rapporto qualità-prezzo. Allo stesso tempo, chi arriva con l’immaginario costruito dai video a volte registra una discrepanza: il laboratorio tradizionale propone un’estetica casareccia più che la perfezione geometrica delle clip. La nuova apertura a Milano mira proprio a conciliare queste due anime, mantenendo la sostanza artigianale e arricchendola con una presentazione più raffinata.

Con il debutto milanese, Alberto Magrì si misura quindi con la sfida di trasformare un seguito digitale vasto in un progetto commerciale sostenibile, senza rinnegare le origini. L’appuntamento del 9 giugno 2026 sarà un banco di prova per verificare l’equilibrio tra tradizione familiare, rigore tecnico e aspettative dell’audience globale.