Lo riporta Il Fatto Alimentare, che segnala anche un dato importante: è il secondo richiamo dello stesso prodotto in meno di due settimane. Per chi ha il tonno nel freezer vale la pena controllare subito la confezione.
Il prodotto richiamato
Ecco i dati da verificare sull’etichetta:
- Prodotto: filetti di tonno surgelati, marchio Selezione Più
- Confezione: 250 grammi
- Numero di lotto: 76504-01-001
- Termine minimo di conservazione: tutte le date associate al lotto
- Produttore: Jude Foods India Private Limited, stabilimento di North Thamaraikulam (India)
Cosa fare se lo hai comprato
IN’s raccomanda di non consumare il prodotto con il lotto indicato. Per precauzione, chi ha in casa le confezioni può riportarle al punto vendita dove le ha acquistate e chiedere la sostituzione o il rimborso.
Non è la prima volta in due settimane
Il precedente richiamo risale al 19 ottobre: anche in quel caso riguardava filetti di tonno surgelati Selezione Più per il rischio di istamina oltre i limiti. La differenza sta nel fornitore, che allora era l’azienda tedesca I. Schroeder KG. Questa volta, invece, i filetti arrivano da uno stabilimento indiano.
Che cos’è l’istamina e perché preoccupa
L’istamina si forma nel pesce quando non viene conservato bene, soprattutto in specie come il tonno e lo sgombro. Il problema è che non si vede e non si sente: il pesce può avere un aspetto e un odore normali.
In più, la cottura e il congelamento non la eliminano. Per questo, se un lotto viene segnalato, l’unica soluzione sicura è non mangiarlo.
Chi consuma pesce con livelli elevati di istamina può avvertire, in genere poco dopo il pasto, sintomi come arrossamento del viso, mal di testa, nausea, prurito o palpitazioni. Di solito passano nel giro di qualche ora, ma in caso di sintomi importanti o di dubbi conviene rivolgersi a un medico.
Come stare tranquilli
Una buona abitudine è controllare periodicamente gli avvisi di richiamo dei prodotti alimentari, soprattutto se acquisti spesso surgelati o pesce confezionato. Controlla il lotto stampato sulla confezione e confrontalo con quello indicato nell’avviso ufficiale del supermercato o del Ministero della Salute.
