Macron elogia il vino cinese a Wine Paris e annuncia misure per i viticoltori

Durante Wine Paris il presidente ha elogiato il lavoro vinicolo cinese, ricevuto un L12 da Ningxia e ribadito il supporto statale ai viticoltori con un piano di espianto da 130 milioni di euro

Emmanuel Macron ha trasformato la partecipazione a Wine Paris in un messaggio politico ed economico con valenza internazionale. Il presidente francese ha promosso le produzioni nazionali e, al contempo, ha riconosciuto la crescita della Cina come produttore di vini di alta qualità. La visita ha alternato incontri istituzionali e valutazioni enologiche, suggerendo che il settore vitivinicolo può costituire un terreno di dialogo tra Paesi.

Un giro tra gli stand e un omaggio simbolico

Durante la mattinata inaugurale il presidente francese ha percorso i padiglioni della fiera, alternando soste istituzionali e brevi valutazioni enologiche. Si è soffermato al padiglione 7, dove erano presenti espositori francesi e realtà straniere. Tra queste ha attirato l’attenzione il Changyu Group, con sede nella provincia dello Shandong, che ha mostrato alcune delle sue etichette più prestigiose. Allo stand il ceo Sun Jian ha consegnato al presidente una bottiglia da sei litri di L12, prodotta dalla tenuta Longyu del Ningxia, un gesto interpretato come riconoscimento formale delle qualità enologiche cinesi.

Il valore del dono

La bottiglia di L12 segue la visita e rafforza il dialogo iniziato nei padiglioni. Si tratta di un blend a base di Cabernet Sauvignon e Marselan, varietà tra le più richieste in Cina. Il gesto è stato interpretato come simbolo di rispetto reciproco tra produttori. Ha inoltre sottolineato la rapida crescita di alcune regioni cinesi nel mercato mondiale del vino.

Tra difesa del patrimonio e misure concrete

Accanto agli scambi internazionali, Macron ha ricordato il valore culturale del vino nello stile di vita francese. Ha richiamato la necessità di coniugare consumo responsabile e tutela della salute pubblica. La politica nazionale per il settore, ha detto, deve essere preventiva e difensiva. Proteggere la filiera e la tradizione gastronomica non significa trascurare le questioni sanitarie.

Il piano di espianto

Il presidente ha annunciato il sostegno a un piano pubblico da 130 milioni di euro volto a ridurre la capacità produttiva in aree selezionate. La misura prevede l’espianto delle viti, ovvero la rimozione definitiva delle piante su superfici identificate dalle autorità agricole. L’intervento è stato definito mirato: non si considera una soluzione universale ma una risposta alle pressioni della sovrapproduzione che possono indurre distillazioni a perdita e danneggiare i produttori locali.

Impatto sui viticoltori e contesto regionale

Il sostegno economico è pensato per offrire una via d’uscita ai viticoltori esposti a situazioni economiche insostenibili. Rimuovere alcuni ettari dalla produzione può contribuire a preservare il valore delle produzioni residue e stabilizzare i prezzi di mercato. Tuttavia, l’intervento interesserà regioni con problemi strutturali specifici e non è stato presentato come una panacea per l’intero settore.

Bilanci e prospettive

Il presidente ha presentato l’intervento statale come una scelta di responsabilità economica per tutelare i viticoltori e preservare la qualità delle denominazioni. L’annuncio ha sottolineato la necessità di innovare e individuare nuovi sbocchi commerciali, anche attraverso relazioni internazionali, senza compromettere le radici culturali della Francia. I dati raccontano una storia interessante: la strategia punta a coniugare sostegno pubblico e apertura ai mercati esteri per creare valore aggiunto.

Wine Paris: numeri e significato

Wine Paris si è confermato appuntamento di riferimento per il settore. L’edizione ha registrato oltre 63.000 visitatori professionali provenienti da 169 paesi, confermando il ruolo dell’evento come piattaforma commerciale e politico-ristorativa. La manifestazione ha favorito il confronto su temi quali commercio, salute pubblica e strategie produttive, contribuendo a definire priorità politiche e commerciali per il comparto.

Il dialogo enologico ha unito simboli e scelte concrete, tra riconoscimenti internazionali e un piano volto a riequilibrare la produzione francese.

La presenza politica ha ribadito il valore culturale del vino e indicato priorità per economia, diplomazia e tradizione, temi destinati a influenzare le politiche del settore.

Scritto da Staff

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