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5 Novembre 2026

Coop richiama due lotti di birra

Coop richiama due lotti di birra lager Castello in confezioni da 3×33 cL per un problema fisico di confezionamento non meglio specificato. I lotti interessati sono PL1596 e PL2116 e vanno riportati al punto vendita.

La catena di supermercati Coop ha diffuso un avviso di richiamo per due lotti di birra lager a marchio Castello, venduti in confezioni cluster da 3×33 cL. Il motivo indicato è un problema fisico di confezionamento. A scopo precauzionale, l’azienda produttrice raccomanda di non consumare le bottiglie interessate. Il provvedimento riguarda solo alcuni punti vendita della catena.

L’avviso non chiarisce in che cosa consista il difetto né quali conseguenze possa avere sul prodotto. Per questo l’indicazione per chi ha acquistato la birra è di non berla e di riportarla in negozio.

I lotti PL1596 e PL2116 nelle confezioni da tre bottiglie

Il richiamo riguarda esclusivamente la birra lager Castello nel formato cluster, cioè la confezione che raggruppa tre bottiglie da 33 centilitri ciascuna. I lotti coinvolti sono due:

  • PL1596
  • PL2116

Le confezioni con codici di lotto diversi non rientrano nel provvedimento. Il numero di lotto è quindi l’elemento decisivo per capire se la birra che si ha in casa è interessata dal richiamo.

Coop precisa che la misura non coinvolge tutta la rete di vendita ma solo una parte dei suoi supermercati. L’avviso diffuso dalla catena non riporta l’elenco dei negozi in cui i lotti sono stati distribuiti.

Il produttore e lo stabilimento di Pedavena

La birra è prodotta da Birra Castello Spa, che la confeziona nello stabilimento di viale Vittorio Veneto 78 a Pedavena, in provincia di Belluno. È dalla stessa azienda che arriva l’invito precauzionale a non consumare le bottiglie dei due lotti segnalati.

La formula usata, «a scopo precauzionale», indica che il richiamo è stato disposto per evitare rischi potenziali. Al momento non sono comunicati effetti accertati sul prodotto.

Un difetto non specificato nell’avviso

L’aspetto meno chiaro della vicenda è la natura del problema. L’avviso parla genericamente di un problema fisico di confezionamento, senza spiegare se riguardi le bottiglie, la chiusura o l’imballaggio esterno del cluster. Non vengono indicate nemmeno le eventuali ripercussioni sulla qualità o sulla sicurezza della birra.

Il termine «fisico», nei richiami alimentari, distingue in genere i difetti legati al contenitore o alla confezione da quelli di natura chimica o microbiologica. In assenza di dettagli ufficiali, però, non è possibile stabilire quale sia il rischio concreto. Per questo vale l’indicazione prudenziale dell’azienda: non consumare il prodotto.

Come riconoscere le confezioni da restituire

Chi ha acquistato di recente birra lager Castello in un supermercato Coop dovrebbe controllare il codice di lotto riportato sulla confezione. Se corrisponde a PL1596 o a PL2116, la birra non va consumata.

Le confezioni interessate possono essere riportate al punto vendita in cui sono state acquistate. Il richiamo, a differenza del semplice ritiro dagli scaffali, si rivolge direttamente ai consumatori che hanno già il prodotto in casa. Per questo è utile verificare anche le scorte conservate in dispensa o in cantina, non solo gli acquisti più recenti.

Poiché il provvedimento interessa solo alcuni supermercati della catena, chi ha dubbi sulla provenienza della propria confezione può chiedere conferma al personale del negozio in cui ha fatto la spesa. Conviene portare con sé la confezione o annotarne il codice di lotto. È consigliabile non aprire le bottiglie e conservarle integre fino alla restituzione: in questo modo il punto vendita può verificare subito che appartengano a uno dei due lotti richiamati.