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22 Ottobre 2026

Radicchio in saor, il classico contorno veneziano dal sapore unico

Il radicchio in saor unisce l’amarognolo del vegetale al dolce dell’uvetta in un classico veneziano.

Radicchio in saor, il classico contorno veneziano dal sapore unico

Il radicchio in saor nasce nella cucina della Serenissima come risposta alla necessità di conservare gli ortaggi con un gusto agrodolce. Il nome saor termine veneto per “sapore”, descrive una marinatura a base di cipolle, aceto, uvetta e pinoli, tradizionalmente destinata al pesce fritto. Oggi questo condimento è l’accompagnamento ideale per il radicchio tardivo, capace di trasformare il suo carattere amarognolo in una sinfonia di sapori equilibrati.

Ingredienti fondamentali e preparazione dell’uvetta

Per la ricetta servono: radicchio tardivo di Treviso, cipolle rosse, aceto di vino bianco, zucchero, pinoli, olio extravergine d’oliva e, naturalmente, uvetta. Inizia facendo ammorbidire i chicchi di uvetta in una ciotola con acqua tiepida (o con un tocco di vino bianco o rum) per 15-20 minuti; quando saranno gonfi, scolali e tamponali per eliminare l’eccesso di liquido. L’uvetta conferirà al saor quella nota dolce che contrasta perfettamente l’amarezza del radicchio.

Frittura o grigliatura del radicchio: due modalità per una base perfetta

Il radicchio può essere trattato in due modi, a seconda delle preferenze: frittura tradizionale o grigliatura leggera. Entrambe le tecniche garantiscono una consistenza morbida dentro e una leggera croccantezza fuori.

Frittura tradizionale

Scalda abbondante olio in una padella alta (o usa una friggitrice) fino a 170-180 °C. Puoi infarinarne leggermente i quarti di radicchio, ma è facoltativo. Immergili nell’olio caldo per 1-2 minuti, finché la superficie non assume una doratura tenue. Scolali su carta assorbente, aggiungi una spolverata di sale e tienili da parte. La frittura sigilla il sapore e rende il fogliame più recettivo alla marinatura.

Grigliatura leggera

Scalda una piastra o una griglia antiaderente e disponi i quarti di radicchio per 2-3 minuti per lato, finché non diventano teneri ma ancora croccanti. Una leggera spruzzata di sale prima della cottura è sufficiente. Questa variante riduce l’uso di grassi, mantenendo intatto il profilo aromatico del vegetale.

Realizzazione del sauce “saor” e assemblaggio finale

Passiamo ora al cuore della ricetta: la marinatura. Sbuccia le cipolle e affettale sottilmente, creando anelli o mezzalune. In una ampia casseruola, scalda un filo d’olio extravergine d’oliva e aggiungi le cipolle, lasciandole sobbollire a fuoco basso fino a quando non diventano trasparenti e vellutate – non devono colorarsi. Unisciti all’aceto di vino bianco, un cucchiaio di zucchero, l’uvetta ben strizzata e i pinoli tostati per qualche minuto, finché il liquido non si riduce a una salsa sciropposa.

Assemblaggio e riposo in frigorifero

In una pirofila di ceramica o vetro disponi strati alternati di radicchio (fritto o grigliato) e la marinatura di cipolle ancora calda, assicurandoti che ogni foglio sia ben ricoperto. Concludi con uno strato finale di saor. Copri la teglia con pellicola trasparente e lascia riposare in frigorifero per almeno 24 ore; il tempo è fondamentale perché i sapori si amalgamino e il radicchio assorba la dolcezza dell’uvetta e l’acidità dell’aceto. Prima di servire, porta il piatto a temperatura ambiente.

La ricetta è naturalmente senza glutine e vegana perfetta per diete prive di lattosio. Per una versione più leggera, riduci l’olio usato per le cipolle e sostituisci parte dello zucchero con succo d’arancia fresco. Se desideri un tocco scenografico, aggiungi chicchi di melagrana o petali di cipolla rossa di Tropea al momento di servire. Il radicchio in saor conserva le sue qualità per 4-5 giorni in un contenitore ermetico, migliorando di sapore ogni giorno. Non dimenticare di riutilizzare i cuori più duri del radicchio: tagliali finemente e aggiungili a risotti o minestre per un extra di croccantezza.