In un’epoca di incertezze e cambiamenti, tornare alle radici può essere un rifugio sicuro. L’Abbazia di Novacella, con i suoi quasi 900 anni di storia rappresenta un esempio perfetto di come tradizione e innovazione possano convivere armoniosamente. Situata in Alto Adige, questa antica abbazia è gestita dall’ordine dei canonici agostiniani e si distingue per la sua capacità di preservare il passato senza rinunciare al futuro.
Un equilibrio tra passato e futuro
L’Abbazia di Novacella è un luogo dove ogni elemento sembra trovare la sua perfetta collocazione. Le vigne si estendono tra le mura antiche, gli edifici si armonizzano con la natura circostante, e l’energia che si respira è quella di un luogo che ha saputo preservare la sua essenza nel corso dei secoli. Elias Holzer, responsabile vendite Italia dell’Abbazia, spiega come la misura e il rigore siano valori fondamentali, ma non impediscono la ricerca e la cura della bellezza.
“La priorità resta il rispetto dei beni architettonici e del territorio”, afferma Holzer. “Non vedrai nulla di forzato qui, si cerca di preservare una preziosa eredità, non di stravolgere.” Nonostante l’apparente immobilità, l’Abbazia è un luogo di continua evoluzione. Sotto gli edifici secolari si nasconde una cantina estremamente avanzata dove la tecnologia aiuta a migliorare la produzione senza dettare le regole. “Lo scopo è sempre garantire al vino la sua espressività più tipica”, sottolinea Holzer.
Innovazione e sperimentazione
L’Abbazia di Novacella non si limita a preservare il passato, ma guarda anche al futuro con curiosità e determinazione. La linea “Insolitus” è un esempio di come l’innovazione possa trovare spazio in un contesto tradizionale. “Sotto questi edifici secolari abbiamo una cantina estremamente avanzata”, spiega Holzer. “La tecnologia deve aiutarci a migliorare la produzione ma non detta le regole.”
La sperimentazione è un elemento chiave nella filosofia dell’Abbazia. Oltre alla linea “Insolitus”, l’Abbazia ha introdotto nuove tecniche in vigna per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico. “Possiamo ancora andare su di quota e recuperare ettari di vecchi vigneti che nel corso del tempo sono stati dismessi”, afferma Holzer. “Un accorgimento in vigna invece è defogliare meno che in passato per proteggere i grappoli il più possibile dal sole.”
La degustazione: un viaggio tra i sapori
La degustazione all’Abbazia di Novacella è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. I bianchi della linea classica come il Sylvaner 2025, il Kerner 2025 e il Riesling 2025, sono esempi di come la tradizione possa essere reinterpretata in chiave moderna. “Il comune denominatore, oltre al fatto che fanno solo acciaio, è la tensione acido/sapida che li rende rinfrescanti, beverini ed estremamente contemporanei”, spiega Holzer.
Il Riesling Praepositus 2015 è un altro esempio di eccellenza. Con i suoi 11 anni di affinamento questo vino offre una gamma di aromi che vanno dal miele ai canditi di arancia, alla crema e alla pietra focaia. “La capacità di invecchiamento è ampiamente dimostrata”, afferma Holzer.
I due “Super-Cru”, Sylvaner Stiftsgarten 2021 e Pinot Nero Riserva Vigna Oberhof 2020, rappresentano il vertice della produzione dell’Abbazia. “In entrambi c’è una grande ricchezza organolettica ma in perfetto equilibrio”, spiega Holzer. “C’è spessore nel sorso, vitalità, spalla acida, sapidità, tannino ma nessuna di queste componenti prevale, è tutto perfettamente tenuto insieme, per evolvere insieme.”
Infine, il Moscato Rosa 2023 è una chicca irrinunciabile. “Vino totalmente antieconomico per le rese ridicole e una certa difficoltà nella produzione”, afferma Holzer. “Rosa e fico candito, cannella e pepe nero, olive in salamoia e poi una dolcezza in bocca niente affatto stucchevole.”
L’Abbazia di Novacella è un luogo dove storia, cultura e innovazione si fondono per creare vini unici. Un viaggio in questo angolo di Alto Adige è un’esperienza che lascia il segno, un rifugio sicuro in un’epoca di incertezze.
