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2 Novembre 2026

Come raccogliere e mangiare i funghi senza rischi

Scopri i trucchi per raccogliere i funghi senza pericoli e gustarli al meglio

Come raccogliere e mangiare i funghi senza rischi

L’autunno segna l’inizio della grande tradizione della ricerca dei funghi nei boschi piemontesi. L’entusiasmo di riempire il cestino, però, deve andare accompagnato da una dose importante di prudenza: molte specie sono tossiche e anche quelle commestibili possono provocare problemi se gestite in modo sbagliato.

La regola d’oro è chiara: non si deve mai consumare un fungo se non se ne è assolutamente certi della commestibilità. In caso di dubbio, è possibile ricorrere gratuitamente agli ispettorati micologici delle Aziende Sanitarie Locali, dove esperti verificano l’identificazione prima che il prodotto arrivi in tavola.

Situazione in Piemonte nel 2025: dati e tendenze

Il Sistema Integrato di Sorveglianza delle Malattie Trasmesse da Alimenti della Regione Piemonte ha registrato 22 segnalazioni di possibili intossicazioni da funghi nell’anno 2025, coinvolgendo 30 persone – 24 adulti e 6 bambini – tutte rimandate ai pronto soccorso, senza decessi. Il numero è notevolmente inferiore rispetto al 2024, quando erano 58 i soggetti coinvolti. In tutti i casi i funghi erano stati raccolti privatamente e consumati a casa.

Tipologie di episodi e cause

Le segnalazioni non riguardano solo specie velenose: anche i funghi considerati commestibili possono provocare disturbi gastrointestinali per quantità eccessive, intolleranze individuali o scarsa conservazione. Alcune varietà, ad esempio le Armillaria (i cosiddetti chiodini), sono sicure solo dopo una precotta di almeno 15-20 minuti con scarto dell’acqua di bollitura.

Come ridurre i rischi: indicazioni operative

Per minimizzare il pericolo è consigliabile seguire una serie di accorgimenti pratici. Raccogliete solo funghi interi, giovani e privi di danni, conservando il cappello, il gambo e la base per consentire una corretta identificazione. Utilizzate cestini rigidi e traspiranti – preferibilmente in fibre naturali intrecciate – evitando sacchetti di plastica che favoriscono l’umidità.

Non fatevi ingannare da credenze popolari: il colore, la presenza di animali che hanno rosicchiato il fungo o il profumo non sono indicativi di commestibilità. Tenetevi lontani da aree potenzialmente contaminate, come zone vicine a strade trafficate, discariche o impianti industriali. Dopo la raccolta, conservate i funghi in frigorifero e consumateli entro due giorni, assicurandovi a cuocerli bene.

Limitate le porzioni, soprattutto per bambini, donne in gravidanza o soggetti con patologie debilitanti. Per le specie del genere Armillaria, una pre-bollitura prolungata e lo scarto dell’acqua sono indispensabili prima di procedere con la ricetta finale.

Segnali di avvelenamento e risposta tempestiva

I sintomi possono variare in base alla tossina ingerita: nausea, vomito, crampi addominali, diarrea, sudorazione e senso di malessere sono i più comuni. Alcune intossicazioni, come quelle da amatossine, possono manifestarsi solo dopo diverse ore e causare danni epatici o renali, anche se i primi segni sembrano lievi.

Di fronte a sintomi sospetti, è fondamentale recarsi immediatamente al Pronto Soccorso o contattare il Centro Antiveleni. Portare con sé eventuali residui di funghi, crudi o cotti, aiuta i micologi e i medici a identificare la specie responsabile e a impostare il trattamento più adeguato.

Il ruolo degli ispettorati micologici

Nel 2025 gli Ispettorati micologici delle ASL hanno ricevuto 1.417 accessi: 926 per consulenze ai raccoglitori, 491 per certificazioni di vendita e 1.634 determinazioni di specie fungine. Oltre al controllo gratuito per i privati, gli esperti assistono gli ospedali nei casi di sospetta intossicazione, fornendo identificazioni precise e suggerendo percorsi terapeutici.

Rivolgersi a questi sportelli è il modo più sicuro per garantire che il proprio bottino non nasconda pericoli. Le strutture sono distribuite sul territorio regionale; le informazioni su orari e sedi sono disponibili sul sito della Regione Piemonte.