Perché la pastiera napoletana si ricopre con sette strisce di frolla?

Conoscete già l'affascinante e misteriosa leggenda che riguarda la pastiera napoletana e le sue sette strisce di pasta frolla? Scopriamola insieme!

La Pastiera, il famoso dolce pasquale tipico della città partenopea, ha ormai conquistato anche i palati più esigenti, tanto da essere prodotto dalle più rinomate eccellenze gastronomiche durante tutto l’anno.

Secondo l’antica tradizione però, la pastiera deve essere preparata amorevolmente in casa in giorni stabiliti, ovvero il giovedì o il venerdì santo, in modo tale da avere il tempo di assestarsi, per poi essere gustata il giorno di Pasqua accompagnata da un ottimo bicchierino di limoncello.

Tuttavia se da sempre la ricetta di questo estasiante dolce anima gli animi di molti, più recentemente è sorto un altro dubbio circa le strisce di pasta frolla da collocare sulla sua superficie: alcuni sostengono che debbano essere sei, altri invece sette. In realtà non vige una regola ufficiale che impone un esatto numero di strisce di frolla che devono esserci sulla pastiera napoletana, dunque per risalire ai motivi originari di questa scelta, occorre volgere lo sguardo al passato della realtà popolare napoletana, costruita su miti e leggende.

La nascita della pastiera napoletana

La nascita della pastiera e la storia della città di Napoli sono strettamente legate da una leggenda, secondo cui Parthenope, una delle tre sirene che cercarono di ammaliare Ulisse, scelse il golfo napoletano come sua dimora, dalla quale ogni primavera usciva per salutare e allietare l’intera città di Neapolis con i suoi canti d’amore, attraverso i quali trasmetteva affetto e gioia di vivere.

Per ringraziarla del gradevole canto che avevano la possibilità di udire, i napoletani decisero di donarle quanto di più pregiato possedevano.

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Le leggende delle sette strisce di pasta frolla

Fu così che vennero scelte sette fanciulle tra le più graziose della città, con l’incarico di consegnare alla sirena un dono ciascuno:

  • farina, come simbolo della prosperità della campagna;
  • ricotta, dono dei pastori;
  • uova, simbolo di ricchezza e fecondità;
  • grano bollito nel latte, simbolo della nascente vita;
  • acqua di fiori d’arancio, come profumo della terra napoletana;
  • spezie, come simbolo dell’accoglienza che la città di Neapolis riservava a tutti i popoli che vi giungevano.
  • zucchero, simbolo per eccellenza della dolcezza.

Sette doni molto apprezzati dalla sirena e dagli Dei, dinanzi ai quali li portò per dare prova della generosità del popolo napoletano.

Questi, entusiasta della gustosità dei prodotti, decisero di mescolarli, al fine di realizzare una pietanza talmente squisita da eguagliare la gradevole armonia del canto della sirena Parthenope: fu così che nacque la famosa pastiera napoletana.

Una seconda leggenda invece, vede come protagonista il mare.

Sembra infatti che in tempi remoti, sulle spiagge di uno dei quartieri più suggestivi di Napoli, Mergellina, le consorti dei pescatori, durante un rito propiziatorio in mare, abbiano portato sette ceste contenenti ricotta, farina, uova, burro, grano, frutta candita e fiori d’arancio, al fine di far rientrare i propri mariti in salute sulla terraferma.

Il mattino successivo però, quando le donne sopraggiunsero sulla spiaggia per attendere il rientro dei coniugi, si accorsero che le acque del mare avevano amalgamato tutti gli ingredienti e che in una delle loro ceste era comparso un dolce mai visto prima, proprio la pastiera.

Una storia misteriosa e affascinante quindi quella che si cela dietro la nascita della pastiera e delle sette strisce di pasta frolla, e che lascia ampio spazio all’interpretazione popolare.

Negli ultimi anni infatti, una pasticceria napoletana ha formulato l’ipotesi, poi smentita, secondo cui le sette strisce sulla pastiera, riprodurrebbero la planimetria dell’antica città di Neapolis, che sembra ricordare la forma di un scacchiera.

Qual è la verità sulle sette strisce della pastiera napoletana?

Alla luce di tutto ciò, è possibile affermare che non esiste alcuna certezza assoluta sull’origine della pastiera, così come non esiste una ricetta che ne indichi l’esatto numero di strisce di pasta frolla.

Non resta altro da fare dunque se non continuare a preparare e degustare questo squisito dolce mettendo tutte le strisce che preferite!

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Scritto da Rossana Pucceri
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