Cuba tra blackout e crisi demografica: la situazione attuale

Cuba sta vivendo una delle sue crisi più gravi, con blackout che durano fino a 22 ore al giorno e una drammatica crisi demografica.

Cuba sta affrontando una delle sue crisi più profonde, con blackout che raggiungono fino a 22 ore consecutive al giorno e una situazione umanitaria sempre più critica. La combinazione di embargo e sanzioni ha portato a una carenza di energiaacqua e beni di prima necessità mettendo a dura prova la popolazione.

La crisi energetica e le sue conseguenze

Da oltre 200 giorni, Cuba è in balia di un blocco energetico imposto dall’amministrazione statunitense. L’ultimo carico di petrolio, proveniente dalla Federazione Russa è durato solo trenta giorni, insufficiente a risolvere la crisi. Secondo il ministro dell’Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, servirebbero otto navi al mese per far ripartire l’economia e la generazione elettrica dell’isola.

Le province rurali come Santiago de Cuba e Camagüey sono le più colpite, con blackout che possono arrivare a 30 o 40 ore consecutive. La mancanza di energia ha un impatto diretto anche sulla distribuzione dell’acqua, poiché molte pompe idriche smettono di funzionare durante i blackout. Antonio Rodríguez, presidente dell’Istituto nazionale delle risorse idriche di Cuba, spiega che questo impedisce di mantenere la pressione necessaria per distribuire l’acqua attraverso una rete già danneggiata da molteplici perdite.

L’impatto sulla salute e la demografia

La crisi energetica ha un impatto devastante sulla salute della popolazione. Il deficit di produzione energetica ha superato i 2mila megawatt, lasciando al buio il 64% del territorio insulare, inclusi ospedali. Raúl Capote, ricercatore del Partito comunista cubano, denuncia che il blocco mette a rischio la salute di 32.800 donne incinta e che le unità di terapia intensiva sono al limite.

La crisi umanitaria ha anche un impatto drammatico sulla demografia. Nel 2026, i decessi sono stati il doppio delle nascite, con un picco a L’Avana, dove per ogni nascita si celebrano tre funerali. La natalità è precipitata del 35% negli ultimi cinque anni, e il tasso di fertilità è di 1,29 per ogni donna. Juan Carlos Albizu Campos Espiñeira, professore e ricercatore presso il Centro di riflessione e dialogo di Cuba, osserva che questa riduzione della popolazione è stata registrata solo in contesti di conflitto armato.

L’emigrazione e la mortalità infantile

Un altro fattore che contribuisce alla crisi demografica è l’emigrazione che negli ultimi cinque anni ha raggiunto quota 1 milione e mezzo. Il 77% di loro ha un’età compresa tra 15 e 49 anni, e il 56% è donna. Elaine Acosta, direttrice dell’Istituto di ricerca “Cuido60”, spiega che Cuba non solo si sta svuotando, ma si sta disarticolando a livello sociale, rimanendo senza giovani e senza professionisti.

La mortalità infantile è aumentata dal 2018 al 2026, passando da 4,0 a 9,9 ogni mille bambini. Uno studio pubblicato ad aprile dal Cepr, Center for economic and policy research, denuncia una forte relazione causale tra le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e l’aumento del tasso di mortalità infantile. Secondo il Cepr, le sanzioni hanno spinto il Paese a una scarsità massiccia di prodotti medici e attrezzature.

La solidarietà internazionale

In questo contesto di crisi, la solidarietà internazionale è fondamentale. La Comunità di Sant’Egidio è riuscita a portare un container di aiuti umanitari a Santiago de Cuba, superando gli ostacoli imposti dall’embargo. Innaris Suárez, responsabile della Comunità di Sant’Egidio sull’isola, spiega che gli aiuti sono preziosi nella difficoltà di ciò che stanno vivendo.

La crisi umanitaria colpisce duramente la popolazione, con un’inflazione alle stelle e la mancanza di beni di prima necessità. Suárez racconta che le persone sono disperate e hanno paura che la situazione non migliori. La Comunità di Sant’Egidio sta cercando di rispondere anche alle difficoltà della vita quotidiana, offrendo corsi di formazione per i giovani e aprendo ambulatori per chi vive per strada.

Portare e distribuire gli aiuti a Cuba non è un’impresa semplice. Le difficoltà iniziano fin da subito con il trasporto dei beni sui camion, reso complesso dalla carenza di combustibile, e proseguono con la loro conservazione per l’assenza di energia. Suárez spiega che gli aiuti non bastano mai e che c’è una grandissima indifferenza verso la situazione dell’isola nel mondo.

Scritto da Edoardo Castellucci

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