Nel periodo di punta della campagna agricola 2026 le Fiamme Gialle hanno intensificato i controlli su più fronti: campi di frutta, veicoli commerciali, ristoranti locali e cantieri edili. L’obiettivo era identificare eventuali forme di lavoro nero e verificare la corretta applicazione delle norme fiscali e contributive.
I risultati dell’operazione hanno mostrato un quadro preoccupante. In totale sono stati rinvenuti 17 soggetti privi di regolare assunzione, distribuiti su quattro settori diversi, e le autorità hanno comminato sanzioni superiori a 135.000 euro. Le violazioni sono emerse in maniera differente a seconda del settore, ma il punto comune è stato l’utilizzo di manodopera non dichiarata, con conseguente evasione fiscale.
Irregolarità nel settore agricolo durante la campagna 2026
Nel contesto della raccolta di mele e uva nella Bassa Atesina, le ispezioni hanno individuato undici lavoratori stranieri impiegati senza alcun contratto di lavoro riconosciuto. I soggetti, provenienti da paesi extra-UE, svolgevano intere giornate di lavoro a contatto diretto con i prodotti, ma non erano inseriti nei registri contributivi né erano soggetti a ritenute fiscali. L’imprenditore agricolo è stato multato per più di 40.000 euro importo calcolato sulla base delle tasse evase e dei contributi non versati.
Dettagli sulla raccolta di mele e uva
Le indagini hanno rivelato che i dipendenti operavano prevalentemente in zone di coltivazione a bassa quota, dove la manodopera è tradizionalmente più richiesta durante i picchi di maturazione. La mancanza di un registro di presenza e di una cassa paga ha reso più semplice per il datore di lavoro aggirare la normativa. L’intervento della Guardia di finanza ha inoltre portato all’avvio di una procedura di sospensione dell’attività agricola fino a completo regolarizzo.
Controlli nei trasporti e nella ristorazione
Parallelamente, i controlli stradali sui veicoli commerciali hanno permesso di scovare due lavoratori mai assunti formalmente dalle aziende di trasporto. Uno di loro, cittadino peruviano, non possedeva alcun permesso di soggiorno valido, configurando una situazione di irregolarità sia lavorativa che migratoria. Il datore di lavoro è stato immediatamente denunciato all’autorità giudiziaria per impiego di manodopera clandestina.
Violazioni nei veicoli commerciali
Le ambulanze, i furgoni per le consegne e i mezzi di trasporto merci sono stati sottoposti a controlli preliminari di routine, ma la presenza di personale non registrato ha trasformato l’operazione in un’indagine più approfondita. Oltre alla sanzione economica, le aziende coinvolte rischiano il ritiro temporaneo delle licenze di trasporto fino a dimostrare la regolarità dei propri dipendenti.
Irregolarità in un ristorante di Egna
Un’ulteriore ispezione ha colpito un ristorante della zona di Egna. Gli ispettori hanno constatato il malfunzionamento del registratore di cassa e la presenza di quattro lavoratori stranieri – tre turchi e un iracheno – impiegati interamente in nero. Il proprietario è stato colpito da una “maxisanzione” di quasi 15.000 euro oltre ad una sospensione preventiva dell’attività commerciale da parte dell’Ispettorato del lavoro.
Il caso edilizio e le conseguenze legali
L’ultimo ramo dell’indagine ha riguardato il settore edile, dove le verifiche hanno evidenziato una somministrazione illecita di manodopera mediante un appalto di servizi fittizio. La struttura in costruzione presentava un elevato numero di operai non inquadrati, tutti assunti tramite una società di intermediazione priva di reale licenza. L’attività è stata segnalata alle autorità giudiziarie e i responsabili – titolare e legale rappresentante – sono ora sotto inchiesta penale per frode fiscale e violazione delle norme sul lavoro.
Nel complesso, la campagna di controlli ha prodotto un risultato significativo: 17 lavoratori in nero scoperti, cinque datori di lavoro sottoposti a provvedimenti di sospensione e multe per oltre 135.000 euro. L’intervento della Guardia di finanza dimostra come una strategia multidisciplinare possa smascherare reti di lavoro clandestino che operano in settori vitali per l’economia locale.

