Caro energia: ristoranti e alberghi pagano il conto più salato dell’estate 2026

L'estate 2026 ha portato un aumento record delle bollette energetiche per ristoranti e alberghi, con rincari fino al 48,5%. Scopri come questo sta impattando il settore e quali soluzioni vengono proposte.

L’estate 2026 è stata un incubo per ristoranti, alberghi e bar. Le bollette energetiche hanno registrato aumenti record, mettendo a dura prova le imprese del settore. Secondo le stime, le aziende hanno dovuto affrontare un aumento complessivo di 870 milioni di euro, con rincari che in alcuni casi hanno superato il 50%.

La situazione è particolarmente critica per le attività legate al turismo, che durante i mesi estivi registrano un picco di consumi energetici. Alberghi, ristoranti e bar si trovano a fare i conti con costi che, in alcuni casi, sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente.

I numeri del caro energia

Per un albergo medio da 45 camere, la bolletta elettrica è passata da 8.250 a 12.250 euro, con un aumento del 48,5%. Anche i ristoranti hanno subito un rincaro significativo, con una spesa che è salita da 2.100 a 3.100 euro, pari a un +47,6%. I bar non sono stati da meno, con un aumento del 44%, che si traduce in un aggravio di 550 euro.

Ma non è solo il settore turistico a essere stato colpito. Anche il commercio ha registrato aumenti consistenti, con rincari del 41,3% per gli esercizi alimentari e del 40,9% per i negozi non alimentari.

Le cause del rincaro

Secondo l’analisi, l’aumento delle bollette è dovuto sia all’aumento dei consumi, causato dalle temperature elevate e al maggiore utilizzo degli impianti di climatizzazione e refrigerazione, sia alla crescita del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso. Tra giugno e agosto, il Pun (prezzo unico nazionale) è aumentato di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Un altro fattore che ha contribuito al rincaro è la forte dipendenza del sistema energetico italiano dal gas. Questa condizione espone l’Italia a prezzi quasi doppi rispetto a quelli registrati in Francia e Spagna. Il problema è particolarmente evidente nelle ore serali, quando si riduce la produzione da fonti rinnovabili e la rete deve fare maggiore ricorso alle centrali alimentate a gas.

Le proposte per affrontare la crisi

Di fronte a questa situazione, le associazioni di categoria chiedono interventi immediati. Tra le proposte avanzate, c’è l’introduzione di un credito d’imposta sulle spese energetiche sostenute dalle imprese del turismo. La misura dovrebbe coprire almeno il 30% degli extracosti sostenuti nel trimestre giugno-agosto 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025.

“Le imprese del turismo stanno sostenendo un aggravio di costi che non è sempre giustificato dal reale andamento dei prezzi del gas sui mercati europei”, dichiara Stefano Ruvolo, Presidente di Confimprenditori. “Per questo chiediamo un intervento immediato: un credito d’imposta che restituisca ossigeno ad alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari, prima che i rincari si scarichino sui prezzi al consumo o, peggio, mettano a rischio la tenuta delle imprese più piccole.”

La situazione è particolarmente preoccupante in vista dell’arrivo della stagione fredda, quando i consumi energetici sono destinati a salire ulteriormente. Le tensioni sui mercati energetici alimentano il timore di nuovi rincari, che potrebbero avere un impatto ancora più pesante sulle imprese e sulle famiglie.

Scritto da Edoardo Castellucci

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