Il mondo della ristorazione sta vivendo una crisi di fiducia senza precedenti. I clienti sembrano sempre più scettici nei confronti dei ristoranti, e i social media giocano un ruolo cruciale in questo cambiamento. Matteo Fronduti, patron del ristorante Manna a Milano, racconta come la fiducia sia stata minata da anni di promesse non mantenute e decisioni superficiali.
La situazione è complessa e multifattoriale. Da un lato, i clienti arrivano nei ristoranti con aspettative elevate, spesso basate su ciò che vedono sui social media. Dall’altro, i ristoratori devono affrontare una concorrenza sempre più agguerrita e una comunicazione che può essere fuorviante.
La comunicazione distorta e il ruolo dei social media
Fronduti sottolinea come i social media abbiano creato un ciclo di aspettative irrealistiche. «I clienti vedono un posto su Instagram mentre sono al cesso, scorrendo il feed», dice. «Hanno uno scatto dopaminico e si figurano che sarà questa, l’esperienza che gli cambierà la vita. Magari lo farà. Probabilmente, no».
La comunicazione distorta non riguarda solo i clienti, ma anche i media. Fronduti racconta di una lite con un importante giornale di settore per un titolo fuorviante su un altro ristorante. «Il titolo era un virgolettato: “Diego Rossi, ho riportato le frattaglie a Milano”. Ma come? Nel 2026 abbiamo compiuto 18 anni, e sul mio menu ci sono sempre state». Questo episodio dimostra come la ricerca del sensazionalismo possa danneggiare la reputazione dei ristoratori.
La sfida delle recensioni tra ristoratori
Un altro fenomeno che sta cambiando il panorama della ristorazione è la pratica delle recensioni incrociate tra ristoratori. chef e proprietari di locali stanno sempre più spesso valutando i menu della concorrenza, creando un clima di competizione e conflitto. Questo stile di recensione, spesso sopra le righe, può portare a repliche e discussioni pubbliche che alimentano ulteriormente la tensione.
Personaggi come Vittorio Gucci, ex musicista e ora conduttore di «Il panino perfetto» su Food Network, sono diventati noti per le loro recensioni incisive. Gucci, con i suoi 210 mila follower su Instagram, alterna le recensioni dei suoi panini a quelle di altri ristoranti. Lo scorso luglio, ha stroncato tre note hamburgerie di Catania, scatenando una serie di repliche e discussioni.
Non tutti i ristoratori sono d’accordo con questa pratica. Vittorio Bendazzoli, titolare del ristorante «Benda» di Verona, sostiene che questo fenomeno stia rovinando il settore. «Vedo un sacco di colleghi che recensiscono colleghi, che tirano fuori il telefono e giudicano i piatti. Questo fenomeno ci sta rovinando completamente il settore», dice. Bendazzoli ritiene che il criterio dovrebbe essere la competenza: un ristoratore di sushi non può automaticamente giudicare qualsiasi collega.
L’evoluzione del marketing nella ristorazione
Giorgio Locatelli, chef italiano da anni a Londra e giudice di Masterchef, sottolinea come il social media manager sia diventato una figura fondamentale nella squadra di un locale. «Nella squadra di un locale, il social media manager conta ormai quanto lo chef e il direttore di sala», dice. «Oggi possiamo mostrare il nostro lavoro a un pubblico ampio in poco tempo, vent’anni fa bisognava sperare nel passaparola e in qualche articolo di giornale».
Tuttavia, Locatelli avverte che andare a giudicare i colleghi non è una strategia di marketing intelligente. «Meglio dedicare quel tempo alla propria crescita, anche perché un conto è attirare i clienti, un altro convincerli a tornare. Puoi fare i post più belli del mondo ma, se non cucini bene, finisce tutto al primo assaggio».
La crisi di fiducia nei ristoranti è un fenomeno complesso che richiede una riflessione approfondita. I social media e le recensioni stanno cambiando il modo in cui i clienti scelgono e valutano i ristoranti, e i ristoratori devono adattarsi a questo nuovo scenario. La sfida è trovare un equilibrio tra la necessità di promuovere il proprio lavoro e il rispetto per i colleghi e i clienti.
