Come stanno cambiando ristoranti e hotel: dati e tendenze del 2026

Il panorama del turismo italiano sta cambiando rapidamente. Scopri come ristoranti e hotel si stanno adattando alle nuove esigenze dei consumatori e alle sfide economiche.

Il settore del turismo in Italia sta vivendo una trasformazione significativa. Mentre ristoranti e hotel registrano un aumento del valore medio della spesa, i volumi di clienti rimangono inferiori ai livelli pre-pandemia. Questo fenomeno solleva interrogativi sul modello di business tradizionale e sulle nuove aspettative dei consumatori.

In questo contesto, è fondamentale comprendere come le strutture ricettive e i locali gastronomici stiano adattando le loro strategie per rispondere alle mutate esigenze del mercato. La giornalista Anna Prandoni, esperta di ristorazione e ospitalità, ci aiuta a fare luce su questi cambiamenti.

Napoli: un Ferragosto da record

Napoli e la Campania stanno vivendo un Ferragosto eccezionale dal punto di vista turistico. Secondo le stime del centro studi di Confesercenti Campania, oltre 500mila turisti sono attesi in città fino al 17 agosto. Questo flusso di visitatori, con una permanenza media di 5-6 giorni, genererà un indotto economico stimato in circa 150 milioni di euro.

Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, sottolinea il valore strategico del turismo per l’economia cittadina. “Il turismo non produce ricchezza soltanto per alberghi e strutture ricettive, ma genera una filiera che coinvolge ristorazione, bar, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, commercio e servizi.” Tuttavia, emerge una forte disparità tra il centro storico e le periferie.

Differenze tra centro e periferie

Nel centro storico di Napoli, circa l’80% dei bar e dei ristoranti resterà aperto durante il weekend di Ferragosto, intercettando la forte presenza di turisti. Al contrario, nelle aree periferiche, il 90-95% delle attività commerciali resterà chiuso. Questo crea un problema di servizi per i residenti e i visitatori che si trovano in queste zone.

“Il centro storico si sta adeguando alla domanda turistica e dimostra quanto il turismo sia oggi determinante per il commercio”, spiega Schiavo. “Dove arrivano migliaia di visitatori, le imprese hanno un forte incentivo a restare operative anche a Ferragosto. Nelle periferie, invece, la situazione è completamente diversa.”

Alto Adige: il turismo resiste ai rincari

In Alto Adige, il settore turistico continua a mostrare segnali positivi nonostante l’aumento dei costi energetici. Secondo il Barometro dell’economia dell’IRE, la redditività viene giudicata soddisfacente in circa nove casi su dieci. Nel comparto dell’alloggio, quasi tutte le imprese confidano in una redditività quantomeno soddisfacente, con il 30% dei casi che la definisce addirittura buona.

La clientela estera e l’aumento dei prezzi applicati alla clientela stanno trainando i fatturati. Tuttavia, resta un’incertezza di fondo sull’attività di investimento, legata ai possibili effetti di inflazione e caro carburanti sui futuri flussi turistici.

Ristoranti e bar in difficoltà

Diversa è la situazione per ristoranti, bar e caffè. Tra i ristoratori, il 94% si dichiara soddisfatto del proprio risultato d’esercizio, pur segnalando una dinamica modesta dei fatturati, dovuta soprattutto alla minore spesa della clientela italiana. In questo comparto non sempre le imprese riescono a scaricare sui prezzi l’aumento dei costi, tanto che molte hanno scelto di ridurre gli investimenti per mantenere margini di redditività adeguati.

Anche i gestori di bar e caffè segnalano un ristagno dei fatturati e un peggioramento del quadro economico generale, soprattutto sul fronte dei costi e dell’accesso al credito. “La situazione è complessivamente stabile della redditività risulta soddisfacente. Allo stesso tempo, però, bar e ristoranti sono fortemente sotto pressione a causa dell’aumento dei costi dell’energia, del personale e dei finanziamenti”, afferma Philipp Moser, presidente dell’Unione hds.

Sul fronte occupazionale, il settore turistico altoatesino continua a crescere: nei primi sei mesi dell’anno ha dato lavoro in media a 36.500 dipendenti, il 5,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2026.

“Un buon clima di fiducia nel settore turistico è un segnale positivo per l’intera economia altoatesina”, commenta il presidente della Camera di commercio di Bolzano, Michl Ebner. “Per questo motivo, occorre agevolare anche la ripresa degli investimenti, data la forte ricaduta che essi hanno sul territorio.”

Scritto da Edoardo Castellucci

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