La regione Lazio celebra la sua eredità gastronomica con un appuntamento pubblico che mette al centro la pasta e i piatti della tradizione romana. L’iniziativa si svolge il 9 luglio presso il Pio Sodalizio dei Piceni in Piazza San Salvatore in Lauro e propone, dalle ore 15 alle 22, un programma pensato per mettere in relazione diretta produttori operatori della ristorazione e cittadini.
Promosso con il sostegno della Regione Lazio e di Arsial l’evento è organizzato dall’Aeper in collaborazione con l’Accademia della Cultura Enogastronomica e l’Accademia della Pasta con il patrocinio di Roma Capitale dell’assessorato capitolino all’Agricoltura, della Confesercenti e della Fiepet-Confesercenti. Il programma punta a descrivere la pasta non solo come piatto finito ma come risultato di una catena produttiva che va dal campo alle tavole.
La giornata a Roma: orari, sede e obiettivi concreti
La manifestazione si tiene dalle 15 alle 22 in una sede storica del centro cittadino: il Pio Sodalizio dei Piceni in Piazza San Salvatore in Lauro. L’obiettivo dichiarato è favorire un approccio di filiera creando occasioni di dialogo diretto tra chi coltiva il grano, chi produce pasta, i caseifici e i salumifici, fino ai ristoratori e al pubblico. Ingresso e momenti di degustazione saranno pensati per illustrare come materie prime locali si traducono in piatti iconici della cucina romana.
Programma e materialità dell’evento
Tra le attività previste vi sono dimostrazioni culinarie, tavole rotonde con rappresentanti delle istituzioni e del settore agroalimentare, e la nomina di Ambasciatori e Maestri dell’Accademia della Pasta. Agli ospiti verrà inoltre distribuito un ricettario bilingue che intende promuovere la pasta come patrimonio agricolo economico e identitario del Lazio.
Protagonisti: istituzioni, accademici, chef e ristoranti storici
All’incontro prenderanno parte figure istituzionali e rappresentanti del mondo agricolo e accademico: tra gli interventi sono annunciati i rappresentanti di Coldiretti Lazio docenti universitari esperti in food design e storia dell’alimentazione, nonché delegati di associazioni di ristoratori. La presenza di questi soggetti sottolinea l’intento di affrontare il tema della pasta sia sul piano culturale sia su quello produttivo.
Ristorazione romana: insegne storiche e chef ospiti
Numerose insegne della ristorazione capitolina parteciperanno all’iniziativa, offrendo le loro interpretazioni delle ricette classiche come cacio e pepeamatricianacarbonara e gricia. Tra i protagonisti figurano chef e locali storici del centro e di vari quartieri, che rappresentano la continuità della cucina romana nelle diverse generazioni e nelle diverse zone della città.
Il confronto tra cuochi e produttori sarà funzionale a mettere in luce il ruolo degli ingredienti: il grano duro coltivato nelle campagne laziali, i formaggi pecorini degli allevamenti locali e il guanciale delle lavorazioni artigianali sono elementi centrali nella narrazione della giornata. L’evento esplora anche come la tradizione dei pastifici artigianali contribuisca alla qualità finale della pasta.
Valorizzazione della filiera cerealicola e ruolo delle campagne laziali
Nel corso dell’iniziativa saranno messi in evidenza i territori che storicamente hanno vocazione cerealicola: aree come la Tuscia viterbese la Sabina la Valle dell’Aniene e le zone interne reatine e ciociare vengono indicate come luoghi di produzione di grani duri di pregio. L’intento è far comprendere come la qualità della materia prima influenzi la resa in cucina e l’identità dei piatti regionali.
L’organizzazione sottolinea inoltre il ruolo dei caseifici e dei salumifici nel fornire prodotti come il pecorino e il guanciale indispensabili per le ricette più rappresentative. Sensibilizzare i consumatori sulla filiera significa anche promuovere scelte d’acquisto consapevoli a favore dei produttori locali.
La giornata del 9 luglio, con il coinvolgimento di istituzioni, accademici, chef e ristoratori, vuole essere quindi un momento pratico per riscoprire la pasta del Lazio come prodotto agricolo e culturale. I partecipanti avranno l’opportunità di conoscere direttamente le origini degli ingredienti, ascoltare approfondimenti tecnici e assaggiare versioni autentiche dei grandi classici della cucina romana.
