La Regione Lazio ha avviato un progetto pilota che consente ai medici delle strutture private accreditate di emettere prescrizioni per visite, esami e farmaci. Questo innovativo programma, della durata di sei mesi, mira a migliorare la continuità assistenziale e a ridurre le liste di attesa, offrendo un servizio più efficiente ai cittadini.
Il progetto, approvato dalla giunta regionale, non rappresenta una liberalizzazione generalizzata della capacità prescrittiva, ma un ampliamento controllato e monitorato. Le prescrizioni saranno limitate alle branche per le quali la struttura è accreditata e saranno utilizzate esclusivamente per prenotare prestazioni all’interno della stessa struttura privata.
I dettagli del progetto pilota
I medici dipendenti delle strutture private accreditate potranno emettere ricette dematerializzate attraverso il sistema informativo Sismed. Questo sistema garantisce un collegamento univoco tra prescrizione, medico prescrittore e struttura privata accreditata. L’adesione al progetto sarà su base volontaria e le strutture interessate dovranno presentare una specifica richiesta alla Direzione regionale competente.
Le prescrizioni dovranno essere limitate alle branche per le quali la struttura risulta accreditata e per le quali siano attivi percorsi di presa in carico integrati nella programmazione della Azienda sanitaria locale di riferimento. Inoltre, le ricette potranno essere utilizzate solo per la prenotazione di prestazioni all’interno delle agende digitali della stessa struttura privata.
Monitoraggio e controllo
Il direttore sanitario della struttura privata accreditata dovrà inviare alla direzione regionale un rapporto mensile con l’indicazione degli estremi del prescrittore, del codice identificativo del paziente, della diagnosi e del numero di ricetta elettronica. Inoltre, la struttura privata che partecipa alla sperimentazione dovrà garantire una disponibilità di agende per le prestazioni di primo accesso con priorità B e D almeno pari al volume del 2025.
I vantaggi del progetto
Con l’attivazione del progetto pilota, la Regione Lazio punta a raggiungere una serie di obiettivi ambiziosi: accesso immediato ai trattamenti farmacologici, semplificazione dell’intero percorso terapeutico, continuità assistenziale e presa in carico totale, appropriatezza delle prestazioni e governo dei flussi, decongestionamento delle liste d’attesa.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha difeso la misura, sottolineando che non si tratta di un ‘assegno in bianco’ per le strutture private, ma di uno strumento per semplificare la vita ai cittadini. Rocca ha ribadito che le strutture private hanno un budget fisso e che le prescrizioni non incrementano questo budget.
La sperimentazione durerà sei mesi, con data di avvio effettiva da fissare attraverso successive linee guida operative regionali. La Regione ha previsto un sistema circoscritto e monitorato, non un’estensione generalizzata della facoltà prescrittiva a tutti i medici delle strutture private convenzionate.
