La Mostra del Cinema di Venezia 2026 si è chiusa con un aumento record del 14% di biglietti venduti rispetto all’anno precedente, ma non tutti sono contenti. Alberto Barbera, direttore della Mostra, ha sollevato una polemica sui prezzi esorbitanti al Lido di Venezia, definendoli al limite della speculazione e moralmente vergognosi.
Prezzi al Lido: una questione di speculazione
Barbera ha espresso il suo sdegno per gli aumenti del 50% sui prezzi delle camere d’albergo, degli affitti degli appartamenti e dei costi nei bar e ristoranti. Il Lido di Venezia è diventato, secondo lui, molto più caro di Cannes un altro importante festival cinematografico. Tutti gli stranieri mi hanno detto che per loro Cannes ormai costa molto meno ha dichiarato Barbera.
Questi aumenti, secondo Barbera, non sono giustificati e rischiano di avere ripercussioni negative sulla Mostra del Cinema e, alla lunga, sul Lido stesso. Se cominciano a venire meno spettatori e meno operatori professionali ha spiegato, ci rimettiamo tutti. E alla lunga ci rimette anche il Lido.
Il caso dell’Hotel Excelsior
Uno dei punti più critici è l’Hotel Excelsior che sotto la gestione inglese è diventato un luogo respingente. Barbera ha raccontato di casi come quello di Andrea Occhipinti di Lucky Red, che è scappato dal bar dell’Excelsior dopo aver capito che per un caffè avrebbe dovuto spendere 300 euro per sé e i suoi cinque ospiti. Maddalena Mayneri di Cortinametraggio ha pubblicato un post sui social per accusare l’Excelsior di mettere i bastoni tra le ruote a chi è lì per lavorare.
Barbera ha criticato la gestione dell’hotel, definendola rigida e inospitale. L’Excelsior era un tempo un luogo di accoglienza dove si facevano affari e si incontravano registi e giornalisti. Ora, con la nuova gestione, è diventato un posto elegante ma respingente.
La situazione del cinema italiano
Barbera ha anche parlato della situazione del cinema italiano, che non ha ricevuto premi durante la Mostra. Ha difeso la scelta dei film selezionati, affermando che la selezione era forte e che i premi sono una cosa relativa. Non serve autoflagellarsi ha detto, i premi sono una cosa relativa.
Ha anche discusso del problema della promozione e dell’informazione dei film italiani. I film che hanno soldi investono in altre forme di marketing, mentre quelli con budget ridotti vengono buttati allo sbaraglio.
Barbera ha concluso sottolineando che il cinema italiano non è in una situazione pessima, ma che c’è bisogno di una riflessione approfondita sul sistema, partendo dalle scelte dei soggetti, dei temi e delle modalità linguistiche ed estetiche.
