Il 17 settembre 2026 la Pasticceria Cucchi di Milano ha acceso le luci di Corso Genova per un evento esclusivo. La serata ha riunito amici storici, protagonisti della moda, del design e della gastronomia, oltre a clienti fedeli che da generazioni considerano quel salotto il punto di riferimento quotidiano della città.
Un cocktail party, accompagnato da un menù creato appositamente per l’occasione, ha segnato l’avvio di un mese di celebrazioni che raccontano la storia di un’attività nata nel 1936 e che, nonostante le trasformazioni, conserva un’anima inconfondibile.
Il festeggiamento non è stato solo un omaggio al passato: è stato anche un’occasione per annunciare la volontà della famiglia Monti nuova gestore da pochi anni, di continuare a far evolvere l’insegna senza tradirne l’identità. Le parole dei Monti hanno risuonato durante il brindisi, sottolineando l’importanza di preservare la memoria di Cucchi e di renderla al contempo fruibile dalle nuove generazioni di milanesi.
Novantesimo compleanno: il cocktail party del 17 settembre
L’evento, curato nei minimi dettagli, ha trasformato la storica sala in una scenografia di luci soffuse, jazz dal vivo e un DJ set che ha saputo coniugare il fascino vintage con vibrazioni contemporanee. Gli invitati hanno potuto degustare, in anteprima, il nuovo menù celebrativo che sarà disponibile per tutto il mese di ottobre, un percorso gastronomico pensato per accompagnare la giornata dalla colazione fino all’aperitivo.
Invitati, atmosfera e legami con Milano
Tra i presenti spiccano nomi noti del panorama culturale milanese: designer, stilisti e chef hanno condiviso ricordi legati al salotto cittadino e hanno testimoniato come Cucchi sia stato parte integrante delle loro routine quotidiane. L’atmosfera era quella tipica del luogo: velluti, boiserie degli anni ’50 e un silenzioso ma forte senso di continuità, quasi a voler dire che il tempo scorre ma non erode l’essenza di quel punto di incontro.
Dal caffè concerto al salotto contemporaneo: i passaggi storici
Quando Luigi e Vittorina Cucchi aprirono le porte nel 1936, l’ambiente era un vero caffè concerto aperto fino alle due di notte e animato da un’orchestrina spagnola. La Seconda Guerra Mondiale pose una pausa drammatica: nel 1943 i bombardamenti distrussero gran parte della struttura. La ricostruzione, avvenuta nel 1954, portò alla nascita del layout attuale, ancora oggi conservato con gli arredi originali degli anni ’50, che conferiscono al locale un’aura di memoria viva.
Ricostruzione del dopoguerra e gli arredi degli anni ’50
Il restauro postbellico non ha cancellato le tracce del passato, ma ha scelto di valorizzarle. Le pareti rivestite di boiserie, i tavoli rotondi e le poltrone rivestite in velluto sono rimasti intatti, creando un ponte visivo tra le generazioni. Questo preservare l’ambiente originale è stato cruciale per mantenere il legame affettivo tra il locale e i milanesi, permettendo a poeti, attori e registi di sentirsi a casa anche dopo decenni.
La nuova era Monti: tradizione e innovazione
La famiglia Monti attiva nella ristorazione milanese da più di cinquanta anni, ha preso le redini di Cucchi con l’obiettivo di nutrire la tradizione senza bloccarla. Il loro approccio è stato quello di integrare nuove formule di consumo – pranzo, brunch, bistrot, enoteca e cene conviviali – senza intaccare la spiritualità di accoglienza che ha sempre contraddistinto il locale. La comunicazione è stata rinnovata, con una presenza digitale più forte e l’introduzione dell’e-commerce, per raggiungere un pubblico più ampio e rispondere alle abitudini contemporanee.
Il menù celebrativo: dolci e salati per un mese intero
Il cuore della festa è stato il menù speciale ideato per accompagnare i vari momenti della giornata. Per la colazione, gli ospiti hanno gustato “L’Oro di Milano”, un croissant allo zafferano con cuore di riso al latte, arancia candita, rum e vaniglia. Proseguendo, “L’Eredità” ha stupito con una torta a strati di cioccolato bianco, pan di Spagna, gelée alla fragola e mousse alla vaniglia. Sul fronte salato, la proposta “La Meneghina a modo Nostro” ha presentato un’arancina all’ossobuco su una fonduta di parmigiano, arricchita da zafferano e salvia fritta, da accompagnare al nuovo “Rubino Spritz” o al mocktail “Virgin Blush”.
Oltre a queste novità, il laboratorio ha continuato a produrre i classici che hanno reso famoso il locale: crostata crema e lamponi, budini di riso e panettone artigianale, disponibile tutto l’anno. L’offerta, quindi, coniuga “memoria e innovazione”, facendo del Cucchi un vero ponte tra passato e presente pronto a servire nuove generazioni senza perdere le radici.
