Un pranzo tipico in una trattoria di Riva Albertolli, a Lugano, può trasformarsi in un puzzle di fatture: un conto da 59 franchi accanto a un altro di 64,90 con la dicitura “totale finale”. Il cliente, chiamato qui Claudio, ha scelto il valore più basso, ma ha dovuto accettare una mancia suggerita di 5,90 franchi.
L’esperienza ha generato una recensione negativa che ha costretto il locale a sospendere la pratica.
Il fenomeno delle “mance nascoste” non è nuovo in Italia, ma la sua comparsa in Ticino ha acceso i riflettori. Secondo uno studio della Banca Cler e della ZHAW di Zurigo, la differenza culturale tra il Sud delle Alpi e la Svizzera interna persiste, e la riduzione dei pagamenti in contanti ha aggravato la questione. Le mance volontarie tradizionalmente vengono lasciate al cliente, ma le nuove voci di conto includono percentuali fisse del 5-10 % mascherate da “contributo volontario” o “mancia suggerita”.
