Negli ultimi due anni il cuore digitale della sanità lombarda, il Sistema informativo socio sanitario (Siss) ha registrato una serie di interruzioni che hanno inciso sull’accesso alle prestazioni e sulla quotidianità degli operatori. I dati ufficiali raccolti su richiesta del gruppo consiliare regionale del Pd indicano 382 eventi di malfunzionamento tra il 2026 e il 2026, con impatti che vanno dal rallentamento dei servizi fino al blocco totale di funzioni essenziali.
Le ricadute pratiche sono concrete: pazienti impossibilitati a ottenere ricette o referti, medici bloccati nelle procedure di prescrizione, farmacie e centralini di prenotazione che perdono la loro operatività nei momenti critici. Le cifre rivelano un quadro sistemico che alimenta il dibattito politico e organizza le responsabilità tra Regione e società partecipate.
Frequenza e durata degli incidenti registrati nel biennio
Tra il 2026 e il 2026 il Siss ha accumulato 382 malfunzionamenti170 nel 2026 e 212 nel 2026. Nel complesso si è trattato di anomalie registrate in 359 giorni del periodo considerato, una frequenza pari al 49% dei giorni totali; se si considerano solo i giorni lavorativi (da lunedì a venerdì) la percentuale sale al 59% ovvero quasi sei giorni su dieci con almeno un problema segnalato.
Ore di interruzione e tipologia dei blocchi
I numeri sulla durata mostrano la gravità degli eventi: sono state segnalate complessivamente circa 2.842 ore di stop completo e oltre 5.000 ore se si sommano anche i blocchi parziali e i rallentamenti. Nel corso del 2026 si sono registrate interruzioni particolarmente lunghe: la durata media dei fermi totali è stata superiore alle 32 ore, mentre nel 2026 la media dei fermi totali è scesa a poco più di 7 ore. Tuttavia rimangono episodi estremi: un componente della piattaforma legato alla spesa sanitaria è rimasto non funzionante per 69 giorni consecutivi e il centralino unico di prenotazione è stato fuori servizio dal 20 al 29 novembre 2026 con un fermo di 10 giorni.
Settori colpiti, impatti operativi e tono dello scontro politico
Gli effetti ricadono su più fronti: il servizio ai cittadini ha subito disservizi in almeno 88 episodi i medici di medicina generale sono stati penalizzati in 118 casi mentre gli ospedali hanno registrato ripercussioni in 177 occasioni. Anche il call center per le prenotazioni è risultato coinvolto in 80 episodi. Il risultato è una sanità che in parte perde le sue coordinate operative proprio quando la pressione su liste d’attesa e organico è già elevata.
Questi dati hanno alimentato un confronto acceso tra la giunta regionale e i vertici della società che gestisce l’infrastruttura informatica, Aria spa. L’assessore al Welfare ha più volte sollevato critiche circa la manutenzione dei sistemi, osservando che i picchi di malfunzionamento si concentrano soprattutto tra il lunedì e il martedì. La società, da parte sua, ha replicato che le criticità derivano da più fattori e soggetti coinvolti nella gestione del Siss.
Richieste di intervento e accuse politiche
Il gruppo del Pd regionale ha chiesto misure radicali: i consiglieri hanno definito il sistema «inadeguato» e hanno sollecitato un intervento che vada oltre la semplice manutenzione, arrivando fino alla sostituzione dell’infrastruttura qualora non fosse più manutenibile. I rappresentanti del partito hanno inoltre denunciato una presunta lottizzazione politica nella gestione della società partecipata, indicando l’esistenza di frizioni interne alla giunta guidata dall’ex presidente.
Da parte degli amministratori regionali sono già state assegnate verifiche tecniche: in passato è stato incaricato un report di assessment per individuare fragilità e proporre rimedi, ma i numeri più recenti mostrano che i problemi permangono e continuano a incidere sull’efficienza complessiva della rete sanitaria.
