La quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Provincie Autonome ha visto la Federazione Italiana Cuochi (FIC) assumere un ruolo centrale nell’allestimento e nella gestione dello Spazio Degustazioni allestito in piazza S. Croce a Firenze. Grazie all’intervento attivo delle Unioni Regionali e delle Associazioni Provinciali, lo spazio ha ospitato una serie di cooking show e degustazioni aperte al pubblico, creando un percorso sensoriale che ha messo in luce le tradizioni gastronomiche dei territori italiani. L’iniziativa ha combinato dimostrazioni dal vivo e assaggi, favorendo il contatto diretto tra i visitatori e i professionisti della cucina associati alla Federazione.
Il coordinamento dell’evento ha visto la collaborazione di figure istituzionali e dei vertici della FIC: il presidente nazionale Rocco Cristiano Pozzulo e il presidente di FIC Promotion Carlo Bresciani hanno partecipato alle attività, quest’ultimo presentando per la Lombardia un risotto alla zucca tra i piatti più apprezzati. Dietro le quinte, l’organizzazione logistica e operativa è stata curata dal segretario generale Salvatore Bruno e dal responsabile segreteria Alessandro Laudadio, mentre il team toscano, guidato dal presidente dell’Unione Regionale Cuochi Toscani Roberto Lodovichi e dall’Associazione Cuochi Fiorentini, ha garantito ospitalità e supporto tecnico ai colleghi provenienti da tutta Italia.
Organizzazione, istituzioni e ruolo delle regioni
All’evento hanno partecipato attivamente le Amministrazioni regionali con i rispettivi assessorati, in particolare quelli alle Politiche agricole, e le strutture territoriali delle Protezioni civili. Questa collaborazione ha sottolineato la sinergia tra la Federazione e le Istituzioni locali e nazionali, rendendo possibile la logistica degli stand, la sicurezza alimentare e la promozione delle produzioni tipiche. Lo spazio centrale in piazza S. Croce è stato concepito come un luogo di incontro: i cooking show hanno alternato dimostrazioni tecniche e racconti di tradizioni, mentre il pubblico ha potuto apprezzare i piatti in abbinamento con eccellenze vitivinicole regionali. L’azione coordinata di organizzatori, volontari e chef ha permesso di mantenere elevati standard professionali durante tutte le giornate della manifestazione.
Il racconto dei piatti regionali presentati
Le preparazioni esposte hanno tracciato una mappa culinaria dell’Italia: dalla Basilicata con gli Strascinati accompagnati da crema di fagioli di Sarconi, peperone crusco e scaglie di pecorino, alla Campania con la pasta di Gragnano con pomodoro San Marzano DOP, mozzarella di bufala DOP e Provolone del Monaco DOP. Le Marche hanno portato i Vincisgrassi alla Maceratese STG, piatto storico di pasta all’uovo con un ragù ricco di carni miste, mentre il Piemonte ha proposto i Tajarin con castagne cuneesi e nocciole delle Langhe. Dal Molise è arrivata la Zuppa del Tratturo Magno, a base di farro, esempio di cucina contadina riproposta in chiave contemporanea.
Diversità e prodotti tipici in mostra
Tra le altre eccellenze, la Sicilia ha presentato le Busiate al pesto trapanese con mandorle e olio evo, la Emilia-Romagna ha offerto la Piadina romagnola IGP, il Veneto ha cucinato un risotto vialone nano al radicchio di Verona IGP con formaggio Piave DOP, e la Puglia ha valorizzato il Pane di Altamura DOP insieme a Burrata di Andria IGP e altri prodotti IGP locali. La Lombardia si è distinta con un risotto carnaroli alla zucca, fonduta di Grana e crumble alla salvia, mentre la Calabria ha proposto un risotto di Sibari con bergamotto e gambero dello Jonio. Non sono mancati piatti tipici come le Scrippelle ‘mbusse d’Abruzzo, i Culurgiones della Sardegna, il Raviolo San Marco del Friuli Venezia Giulia e la Seupa à la Vapelenentse della Valle d’Aosta.
Il pubblico intervenuto ha avuto la possibilità unica di percorrere idealmente l’Italia attraverso i sapori, assaggiando le ricette storiche e riconoscendo l’importanza delle denominazioni di origine e delle certificazioni DOP, IGP e STG. Lo Spazio Degustazioni ha dunque funzionato da palcoscenico per la tradizione e l’innovazione gastronomica, permettendo agli chef associati di trasferire conoscenze tecniche e territori attraverso il cibo e il racconto diretto.
La manifestazione ha confermato il valore del lavoro associativo e il ruolo della Federazione come punto di riferimento per la promozione dei prodotti tipici italiani. Grazie all’impegno delle Unioni Regionali e delle Associazioni Provinciali, insieme al supporto logistico e organizzativo della squadra toscana e dei vertici FIC, l’evento ha rappresentato una vetrina concreta per le eccellenze territoriali e per la collaborazione tra professionisti della cucina e istituzioni.

