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22 Ottobre 2026

Ristoranti in crisi per blocchi tir, governo lancia decreto aiuti

Le strade chiuse dei tir hanno lasciato i ristoranti senza provviste, ma il governo ha approvato un pacchetto di aiuti per rilanciare la filiera.

Ristoranti in crisi per blocchi tir, governo lancia decreto aiuti

Da venerdì scorso la Campania è paralizzata da una serie di blocchi dei tir che hanno interrotto il traffico di merci alimentari e di carburante. I ristoranti, le pescherie e i negozi di ortofrutta vedono le loro scorte diminire rapidamente, costretti a ridurre drasticamente i menù e a ricorrere a soluzioni di emergenza.

Lo chef Agostino Malapena, alla guida del Vega Restaurant di Carinaro, descrive una realtà in cui le consegne giornaliere non arrivano più: “Il nostro fornitore di mozzarella è stato bloccato a dieci minuti da noi, mentre le vie secondarie sono l’unica speranza per i piccoli camion”. La mancanza di pesce, verdura e latticini provenienti da Sicilia e Roma ha trasformato le cucine in luoghi di attesa.

Ristoranti in difficoltà: scorte azzerate e menù ridotti

Le dispense dei locali sono giunte al termine e molti hanno dovuto passare a menù giornalieri limitati, basati solo su ciò che resta in frigorifero. Alcuni hanno optato per ingredienti a chilometro zero, ma anche questi si sono rivelati difficili da reperire a causa delle interruzioni dei grandi vettori di distribuzione. La conseguenza è una perdita di fatturato significativa, soprattutto per le piccole realtà a conduzione familiare.

Strategie di sopravvivenza in cucina

Per far fronte alla carenza, i ristoratori stanno facendo ricorso a fornitori locali minori, a prodotti surgelati e a un rivalutazione dei costi. Alcuni hanno introdotto piatti a base di legumi e cereali, riducendo la dipendenza da prodotti freschi. Tuttavia, la clientela si accorge della differenza e la reputazione è a rischio.

Le proteste dei camionisti e i presidi logistici

Gli autotrasportatori hanno organizzato presidi in punti strategici: porto di Napoli, barriera di Caserta nord sulla A1, svincolo di Nocera. Le manifestazioni, auto-definite “pacifiche”, mirano a far sentire la pressione sul governo per ottenere misure di sostegno al carburante e alla normativa sui veicoli.

Interventi di sicurezza e identificazione

Il ministro dell’Interno ha disposto l’identificazione di 1.339 camionisti coinvolti, con la polizia pronta a scortare i 500 mezzi liberi di circolare. L’obiettivo è impedire che la protesta degeneri, limitando i blocchi alle aree di più alto rischio. La presenza delle forze dell’ordine è stata rafforzata anche nei pressi dei caselli autostradali di Caianello, Pontecagnano e Nola.

Decreto del governo: crediti d’imposta e fondi per agricoltura

Il Consiglio dei Ministri, presieduto dalla premier, ha approvato un decreto legge che prevede 45,2 milioni di euro aggiuntivi oltre ai 430 milioni già destinati al credito d’imposta sul carburante per il periodo marzo-agosto. Sono stati stanziati ulteriori 60 milioni per rimborsi sul gasolio acquistato dal 1° settembre al 5 ottobre, con estensione della compensazione fino al 31 dicembre 2027.

Sostegno alle piccole imprese di trasporto

Il vicepremier ha sottolineato l’importanza di un intervento dedicato alle aziende con meno di cinque mezzi, spesso più vecchi e non eleggibili ai fondi europei. Il piano prevede lo sblocco di 590 milioni per il rinnovo del parco mezzi, con un occhio di riguardo alle realtà familiari. Parallelamente, il ministro dell’Agricoltura ha annunciato ulteriori aiuti per gli agricoltori che hanno subito l’interruzione della fornitura di gasolio.

Nel frattempo, la situazione negli scaffali dei supermercati comincia a migliorare: i prodotti freschi ricompaiono lentamente, ma la scarsità di carburante persiste, con molte stazioni di servizio ancora al secco. Il futuro prossimo dipenderà dalla capacità del governo di mantenere le promesse del decreto e dal ritorno della regolare circolazione dei tir sulle arterie principali.