Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha suscitato scalpore nel mondo farmaceutico, ma allo stesso tempo ha riportato alla ribalta una tradizione culinaria del Veneto. Il giudice ha annullato un esborso di 6.816,25 € richiesto da un’ASL a una farmacia per la dispensazione di un farmaco in regime convenzionato, sostenendo che la normativa regionale non era stata comunicata correttamente. Parallelamente, l’articolo offre uno sguardo sulla zuppa di patate e porri, piatto simbolo della cucina contadina veneta, e sulla nuova pubblicazione di Cento ricette di cucina veneziana, che rende accessibile un patrimonio gastronomico fino a poco tempo fa raro e difficile da consultare.
Il Tar Lazio annulla il recupero di 6.816,25 € alla farmacia per il farmaco Sunosi
Il provvedimento di ASL Roma 3 chiedeva alla farmacia di restituire quasi sette migliaia di euro, sostenendo che il farmaco Sunosi (principio attivo Solriamfetol) doveva essere distribuito esclusivamente tramite la Distribuzione Diretta prevista da una circolare regionale. La farmacia, tuttavia, ha impugnato l’addebito, evidenziando l’assenza di una motivazione scritta e la mancanza di comunicazione della disposizione a tutti gli operatori del settore. Il Tar Lazio, sezione III quater, con la sentenza n. 16620/2026, ha ritenuto che il Direttore Generale dovesse fornire una motivazione dettagliata, poiché la commissione aziendale si era divisa perfettamente (2 a 2) su quel punto.
Motivi della sentenza: mancanza di motivazione e circolare non comunicata
La decisione si basa su tre pilastri: la necessità di una motivazione scritta per ogni addebito, la non opponibilità della circolare interna non diffusa a farmacisti esterni, e il principio del legittimo affidamento, poiché l’ASL aveva rimborsato la farmacia per quattro anni senza sollevare alcuna contestazione. Il tribunale ha quindi considerato illegittimo il recupero richiesto, fissando un importante precedente per le future controversie tra amministrazioni sanitarie e esercizi farmaceutici.
Zuppa di patate e porri: il comfort food della tradizione veneta
Passando dal diritto sanitario alla tavola, la zuppa di patate e porri rappresenta il piatto per eccellenza della cucina domestica veneta. Patate a pasta gialla, dal sapore delicato, e porri dal profumo leggermente dolce, si uniscono in una sinfonia cremosa ottenuta mediante una cottura lenta in brodo vegetale. La ricetta, tramandata di generazione in generazione, sfrutta ingredienti semplici, economici e legati al territorio, garantendo un risultato avvolgente senza l’uso di panna o additivi. È il classico comfort food che accompagna le fredde serate autunnali, mantenendo vive le radici contadine della regione.
Ingredienti e preparazione passo passo
Per quattro persone servono circa 500 g di patate a pasta gialla, due porri puliti e affettati sottilmente, un litro di acqua o brodo vegetale, olio extravergine d’oliva e sale. In una pentola capiente si fanno appassire i porri a fuoco lento con un filo d’olio, preservandone la dolcezza. Si aggiungono le patate a cubetti, si copre con il liquido e si porta a ebollizione, quindi si lascia sobbollire finché le verdure non risultano tenerissime (circa 25-30 minuti). A questo punto si frulla il tutto fino a ottenere una crema vellutata, si aggiusta di sale e si serve con una spolverata di Parmigiano Reggiano e, se si desidera, semi di zucca tostati.
Cento ricette di cucina veneziana: la nuova edizione che rende accessibile il patrimonio gastronomico
Il libro Cento ricette di cucina veneziana, originariamente pubblicato nel 1908 in una modesta edizione milanese, è tornato in stampa grazie a Ronzani Editore. Il volume, fino a poco tempo fa custodito in poche biblioteche italiane, offre una panoramica di un mezzo millennio di gastronomia lagunare. L’introduzione fornisce un excursus storico, mentre dieci ricette selezionate da Amedeo Sandri, “cuoco operaio”, sono state adattate al linguaggio contemporaneo, includendo dosi precise e istruzioni chiare, qualcosa che l’edizione originale non prevedeva. Questa ristampa permette a cuochi amatoriali e professionisti di riscoprire piatti poco noti, dal sapore unico, contribuendo alla salvaguardia della cultura culinaria veneziana.
