Le temperature estreme degli ultimi anni stanno mettendo a dura prova gli agricoltori di tutta Europa. Nel regno unito, dove le ondate di calore sono diventate una costante, le aziende agricole stanno abbandonando i metodi tradizionali per adottare pratiche rigenerative.
L’obiettivo è rendere i terreni più resilienti, capaci di trattenere l’acqua e meno dipendenti da fertilizzanti e pesticidi.
Una ricerca condotta su duecentotrenta aziende agricole britanniche ha rivelato che oltre la metà degli agricoltori ha già implementato pratiche rigenerative, e quasi due terzi hanno ridotto l’uso di pesticidi o erbicidi. Questo cambiamento è motivato non solo da preoccupazioni ambientali, ma anche da ragioni economiche concrete.
Le sfide economiche e climatiche nel Regno Unito
I costi dei fattori produttivi agricoli sono aumentati del 6,7% nei dodici mesi fino ad aprile 2026, un ritmo superiore all’inflazione generale. I prezzi dei fertilizzanti, pur non raggiungendo i picchi temuti, restano una voce pesante nei bilanci delle aziende. Ridurne l’utilizzo non è più solo una scelta etica, ma una necessità per mantenere margini accettabili.
Martin Lines, amministratore delegato del Nature Friendly Farming Network, ha descritto la situazione senza mezzi termini: gli agricoltori che hanno iniziato a praticare l’agricoltura rigenerativa dieci o quindici anni fa si trovano oggi in una posizione più solida rispetto a chi è rimasto ancorato ai metodi tradizionali.
Le pratiche rigenerative in azione
Le pratiche rigenerative puntano a ripristinare la qualità del suolo eliminando l’aratura intensiva e riducendo gli input chimici. Un terreno più sano trattiene meglio l’acqua, un vantaggio cruciale durante i periodi di caldo intenso e siccità prolungata. A lungo termine, gli esperti consigliano anche la piantumazione di siepi e alberi per fornire ombra naturale al bestiame e favorire la biodiversità.
Holly Purdey, allevatrice biologica nel Somerset, ha iniziato nove anni fa a piantare alberi e a realizzare bacini idrici naturali nella sua azienda. Il risultato è un sistema capace di affrontare meglio le ondate di calore. Il suo consiglio è semplice: il momento migliore per piantare un albero era ieri.
Le nuove tecniche genomiche (NGT) e la svolta normativa dell’UE
Il 17 giugno 2026, il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sulle nuove tecniche genomiche (NGT) applicate all’agricoltura. Questo aggiornamento normativo è nato per adeguare le leggi comunitarie all’evoluzione delle moderne biotecnologie vegetali e alle sfide attuali, come i cambiamenti climatici, la siccità e la necessità di ridurre i fitofarmaci.
Le NGT permettono di effettuare modifiche mirate al genoma della pianta senza introdurre materiale genetico estraneo, accelerando processi che potrebbero avvenire anche in natura. L’obiettivo è mantenere la competitività dell’Unione Europea nella gestione delle sfide agricole del futuro.
La differenza tra NGT e OGM
Le NGT, a differenza degli OGM tradizionali, non introducono DNA estraneo. Funzionano come una riscrittura di precisione del genoma della pianta stessa oppure inseriscono geni provenienti da piante della stessa specie. Questo approccio accelera e rende mirati cambiamenti che potrebbero avvenire anche in natura o richiederebbero decenni di selezione classica.
Secondo la nuova legislazione, le piante modificate tramite NGT vengono suddivise in due categorie con diversi obblighi giuridici: NGT-1, che non richiedono normative severe, e NGT-2, che rimangono regolamentate dalle norme in materia OGM.
L’impatto delle NGT su agricoltori e consumatori
Le NGT offrono numerosi benefici per gli agricoltori e i consumatori. Per chi lavora la terra, l’uso delle NGT si traduce in un accesso più rapido a varietà vegetali migliorate, capaci di affrontare le sfide climatiche e parassitarie, ottimizzare le risorse e ridurre l’impiego di fertilizzanti e pesticidi.
Per i consumatori, i benefici si tradurranno in meno sprechi e in un’alimentazione più sostenibile. I prodotti potranno garantire una durata di conservazione più lunga, riducendo lo spreco alimentare, e offrire un minore impatto ambientale per singolo pasto.
La decisione dell’Unione Europea risponde alla necessità di aggiornare leggi create oltre vent’anni fa, prima ancora che le moderne tecniche di editing genetico venissero sviluppate. Senza questa riforma, qualsiasi pianta modificata tramite NGT sarebbe rimasta imbrigliata nelle rigide regole sugli OGM tradizionali.
