L’Italia, patria della dieta mediterranea si trova oggi ad affrontare un paradosso preoccupante: i suoi bambini sono tra i più sovrappeso d’Europa. Un dato che contrasta con la tradizione culinaria italiana, un tempo modello di alimentazione sana e prevenzione delle malattie cardiache.
Secondo i dati più recenti, il 19% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso, mentre il 9,8% soffre di obesità con un 2,6% che rientra nella categoria di obesità grave. Questi numeri, provenienti dalla sorveglianza OKkioallasalute coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità dipingono un quadro allarmante.
Le cause del cambiamento: da un modello a un problema
La dieta mediterranea un tempo pilastro dell’alimentazione italiana, sembra essere stata abbandonata. Solo il 10% degli italiani la segue ancora fedelmente. Al suo posto, sono emersi nuovi stili di vita che stanno influenzando negativamente la salute dei più giovani.
Tra i principali fattori scatenanti ci sono l’aumento del consumo di cibi ultra-processati spesso ricchi di additivi chimicisalezuccheri e grassi. Inoltre, la diffusione di ristoranti fast food e la sedentarietà dovuta all’uso eccessivo di smartphone e computer stanno contribuendo al problema.
Le scuole italiane, spesso prive di palestre e campi sportivi non offrono sufficienti opportunità per l’educazione fisica moderna, aggravando ulteriormente la situazione.
Il caso emblematico di Ponticelli
Un esempio lampante di questa crisi è il caso di un ragazzo di Ponticelli nella provincia di Napoli, che ha raggiunto un peso di 170 kg. Questo giovane non riesce ad allacciarsi le scarpe da solo e il suo scooter fa fatica a reggere il suo peso. Una situazione che riflette l’estremizzazione di un problema diffuso.
Le cinque P – pizzapastapatateproteine e pane – sono indicate come principali responsabili dell’aumento del peso nei bambini italiani, soprattutto nel Sud del paese. In regioni come la Campania oltre il 40% dei bambini di 8 e 9 anni è in sovrappeso.
Le parole degli esperti: la dottoressa Russo risponde
La dottoressa Emanuela Russo dietista presso l’INCO (Istituto Nazionale per la Cura dell’Obesità), ha spiegato che i motivi di questo fenomeno sono molteplici. Tra questi, le porzioni eccessive la sedentarietà e l’abbandono delle linee guida della dieta mediterranea.
Secondo la dottoressa Russo, le nuove abitudini alimentari stanno scardinando le tradizioni che un tempo rendevano l’Italia un modello di salute. Le cure per l’obesità infantile stanno diventando sempre più precoci, un segnale allarmante che richiede un intervento immediato.
Un compito che richiede l’impegno di tutti, dalle istituzioni alle famiglie, per garantire un futuro più sano alle nuove generazioni.
