In un angolo verde della casa circondariale del Bassone di Como, è stata presentata la sedicesima edizione di Cucinare al fresco un progetto editoriale che sta rivoluzionando il concetto di reinserimento sociale. Nato quasi per caso dieci anni fa, questo ricettario è diventato un modello replicato in diverse realtà penitenziarie italiane.
Il progetto, sostenuto dal Inner Wheel Club Erba e Laghi non si limita a raccogliere ricette, ma offre ai detenuti un’opportunità di crescita personale e professionale. Ogni ricetta è frutto di un lavoro di squadra, ideato e sperimentato direttamente all’interno delle celle, con ingredienti e strumenti disponibili.
Dalla detenzione alla redazione: la storia di un progetto unico
La redazione di Cucinare al fresco ha visto nel corso degli anni un continuo avvicendamento di detenuti, non per abbandono, ma per il compimento di percorsi personali che li hanno portati a tornare alla vita fuori dall’istituto. Oggi, la squadra è composta da Ardit, Jimmy, Denis, Luigi, Michele, Gian Piero, Cristian e Max, coordinati da Arianna Augustoni, Alessandro Tommasi e Giuseppe Bevilacqua.
Ogni ricetta è un’occasione di confronto, organizzazione e creatività. I detenuti trasformano un gesto ordinario come cucinare in uno spazio di espressione personale e condivisione. Questo lavoro va oltre l’aspetto gastronomico, diventando un vero e proprio strumento di crescita.
Il sostegno del territorio e le parole dei protagonisti
Elena Azzali Fossati, presidente di Inner Wheel Club Erba e Laghi, ha sottolineato l’importanza del progetto: «Il nostro impegno va oltre il sostegno economico. Partecipiamo attivamente, ascoltiamo e condividiamo le emozioni dei ragazzi. Il loro entusiasmo ci ha permesso di comprendere più profondamente una realtà spesso poco conosciuta e sottovalutata».
Anche l’assessore regionale Alessandro Fermi ha espresso il suo apprezzamento: «Progetti come questo regalano una nuova possibilità in modo concreto. Queste persone tornano a condividere momenti di vita quotidiana, imparano cose nuove e costruiscono legami di amicizia importanti».
Il valore educativo e sociale del progetto
Roberta Galati, direttrice della casa circondariale di Como, ha evidenziato il valore di iniziative come Cucinare al fresco«Questi progetti dimostrano come il carcere possa diventare uno spazio in cui sviluppare competenze, recuperare fiducia e dare continuità a percorsi di cambiamento».
Il ricettario, nato con discrezione dentro il Bassone, è cresciuto grazie alla partecipazione di detenuti e sostenitori del territorio. Oggi, attraverso il cibo e il lavoro di redazione, racconta storie di possibilità e speranza.
