Il mondo della gastronomia domestica si arricchisce di nuovi spunti: dal libro appena uscito di una chef affermata, passando per una serie di pranzi al cartoccio ideati per semplificare la settimana, fino a un’esperienza di reminiscenza in strutture residenziali. Tutti questi elementi mostrano quanto il cibo possa essere veicolo di storia, salute e benessere emotivo.
Il libro “Le ricette di casa mia” di Natalia Cattelani
Rai Libri pubblica, a partire dal 23 settembre, Le ricette di casa mia scritto da Natalia Cattelani. Non si tratta di una semplice raccolta di piatti, ma di un racconto culinario che trasporta il lettore dentro le mura di una cucina vissuta. Ogni ricetta è accompagnata da aneddoti familiari, descrizioni di luoghi dell’Emilia e della Calabria, e testimonianze di donne che hanno sperimentato quei sapori prima di lei. Il risultato è un mix di tradizione e innovazione, con piatti tramandati “a occhio” e altri nati per caso, ma diventati indispensabili perché richiamano la casa anche a distanza.
Natasha, nata a Sassuolo e ora residente a Roma con il marito medico cardiologo-nutrizionista e le quattro figlie, è una presenza costante in TV: ha partecipato a undici edizioni della “Prova del cuoco” e conduce una rubrica settimanale su “È sempre mezzogiorno”. Il suo blog tempodicottura conta migliaia di follower su Instagram, Facebook e YouTube. Tra le pubblicazioni con Rai Libri troviamo già I dolci di casaLe torte salate di casaDolci per mille occasioni e altre opere che hanno consolidato il suo ruolo di voce autorevole della cucina casalinga.
5 pranzi al cartoccio da preparare in un’unica infornata
Per chi desidera ottimizzare i pasti della settimana, è stato ideato un piano di cinque pranzi al cartoccio da cucinare la domenica sera. Ogni confezione contiene proteine, verdure e una piccola porzione di pane integrale, per un apporto di circa 600 kcal. Tre delle proposte sono vegetariane, offrendo varietà e bilanciamento nutrizionale. Dopo la cottura, i cartocci si conservano in frigo o freezer, pronti per essere riscaldati e serviti.
Lunedì feta, pomodorini e olive, con 70 g di pane integrale. Martedì ceci al curry con finocchi, pomodorini e porri, accompagnati da 90 g di pane. Mercoledì tofu, zucchine, carote e salsa di soia, servito con 60 g di pane. Giovedì presenta due opzioni: salmone con zucchine, limone e aneto, o seitan con peperoni, patate e erba cipollina; entrambe con 50 g di pane. La cottura avviene a 200 °C per 25-30 minuti, garantendo verdure tenere e proteine perfettamente cotte.
Le istruzioni prevedono di chiudere i fogli di carta forno a pacchetto o a “caramella”, disporli su una teglia e infornarli tutti insieme. Dopo la cottura, i primi due cartocci vanno refrigerati per consumarli entro due giorni, mentre gli altri tre possono essere congelati e scongelati la sera prima dell’utilizzo. Questo metodo consente di risparmiare tempo, ridurre gli sprechi e mantenere una dieta equilibrata durante tutta la settimana.
La Cucina della Memoria: ricette che raccontano la vita
Un progetto nato quasi per caso nella Residenza San Felice di Segrate si chiama La Cucina della Memoria. L’educatore Dennis Bizzaro ha suggerito ai residenti di condividere ricette legate a ricordi personali, trasformando la cucina in laboratorio di reminiscenza. Le testimonianze raccolte provengono da tutta Italia e mostrano come gesti culinari ancestrali possano risvegliare identità e appartenenza.
Tra i racconti più toccanti troviamo Gianni, del Veneto, che ricorda le trote al cartoccio pescate sul Piave; Primo, che affida al nipote il segreto del suo minestrone a cottura lenta; e Wilma, 89 anni, che descrive la laboriosa preparazione dei baci di dama con mandorle ancora nella buccia, tostate su fuoco a legna. Ogni aneddoto evidenzia come la memoria sensoriale persista anche quando nomi e date svaniscono.
Altri esempi includono Eleonora di Venezia, che ripensa ai cicchetti di pane raffermo e alla frase “andiamo a bere un’ombra”, e Teresa della Liguria, custode del rituale del pesto. In Piemonte, una torta pasqualina richiama le domeniche d’infanzia; nella residenza di Milano, Bianca racconta il suo risotto alla milanese, mentre Bruna ricorda gli anolini di Parma preparati ogni vigilia di Natale. Queste narrazioni hanno permesso di ricostituire ventisette ricette, pubblicate gratuitamente sul sito di emeis Italia, offrendo un patrimonio culinario altrimenti perduto.
Il coinvolgimento di educatrici, psicologhe, fisioterapiste e del capo cuoco Manlio Maver ha reso il progetto un’esperienza multidisciplinare, dove la cucina è strumento terapeutico e culturale. Alcuni figli degli ospiti hanno partecipato attivamente, assistendo i genitori a rivivere momenti dimenticati. Il risultato è una collezione di ricette autentiche, spesso semplificate nel tempo, ma ancora capaci di evocare emozioni profonde.
Unendo le tre dimensioni – il nuovo libro di Natalia Cattelani, i pranzi al cartoccio pronti in anticipo e il progetto di reminiscenza – emerge un messaggio chiaro: la cucina non è solo nutrimento, ma un filo conduttore tra generazioni, un alleato per la salute quotidiana e un custode della memoria collettiva.
