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4 Novembre 2026

Miyama, l’elegante dimora del sushi (a Milano) che guarda a Ginza

A Milano, nel quartiere di San Siro, c'è un ristorante giapponese che da oltre quindici anni sceglie di fare le cose con calma.

Miyama, l'elegante dimora del sushi (a Milano) che guarda a Ginza

Si chiama Miyama, ed è nato nel 2010 da un’idea di Cristina Hu e Daniele Zhang, coppia nella vita e nel lavoro. Nell’aprile 2025 il locale è stato completamente ridisegnato dallo studio Naos Design, che gli ha dato l’attuale forma “verticale” su due piani, ispirata alle atmosfere raffinate del quartiere Ginza di Tokyo.

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Una sushi house su due piani

Il nuovo progetto ha trasformato gli ambienti in una sushi house elegante, dove la luce e i materiali richiamano il Giappone più sofisticato. Chi arriva a Miyama non trova solo un sushi bar, ma un ristorante che punta a un’esperienza completa, dalla sala fino al bicchiere.

Il menu: non solo sushi

Al centro della proposta c’è naturalmente il sushi, in tutte le sue forme: nigiri, gunkan, hosomaki, temaki e futomaki. Ma la cucina non si ferma lì. Il menu spazia dai piatti caldi alle preparazioni di carne, con particolare cura per la materia prima, firmata dalla consulenza dello chef giapponese Takashi Kido.

Tra i piatti di carne spiccano il tataki di wagyu e gli udon con ragù di wagyu e miso bianco e nero.

Per chi vuole farsi guidare, ci sono due menu degustazione: uno da 6 portate a 70 euro e uno da 8 portate a 100 euro. Cambiano due volte all’anno, quindi seguono il ritmo delle stagioni. La carta è comunque molto ricca.

I piatti da provare

Tra le proposte del menu alla carta, ecco alcuni nomi che meritano attenzione:

  • Ebi Hiyashi Soba: spaghetti al tè verde matcha serviti freddi, con gamberi scottati, alga wakame, cetriolo e cipollotto.

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  • Ebi renkon hasami age: radice di loto ripiena di gambero fritto, shiso e alga nori, con maionese allo yuzu.

  • Lobster Maki: tempura di gamberi con topping di astice, avocado, maionese e uova di tobiko. Un piatto ricco e scenografico.

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Vino, sakè e whisky

Ad accompagnare il menu c’è una cantina da 130 etichette, scelte personalmente da Daniele, che di Miyama è patron e sommelier. La selezione guarda soprattutto all’Italia, ma lascia ampio spazio a sakè e whisky.

Il capitolo tè

Per la cultura giapponese il tè è parte essenziale del pasto e dell’ospitalità, e da Miyama gli viene dedicato uno spazio importante. La carta comprende tè verdi come il Bancha e l’Hojicha, il Sobacha (un infuso di grano saraceno) e la miscela della casa, un Genmaicha con riso tostato aromatizzato allo yuzu.