L’Italia si conferma una delle destinazioni più ambite per l’ospitalità di lusso, con ben nove strutture presenti nella classifica estesa The World’s 50 Best Hotels 2026, che comprende le posizioni dal 51° al 100°. Questo risultato sottolinea la forza e la varietà dell’hotellerie italiana, capace di offrire esperienze uniche che spaziano dai grandi indirizzi cittadini ai resort immersi nella natura, passando per dimore storiche e destinazioni legate all’identità gastronomica e vinicola dei territori.
La graduatoria estesa, resa nota il 1° settembre, include 50 hotel distribuiti tra 23 territori e 40 città. L’Asia guida questa parte della classifica con 20 strutture, mentre l’Europa ne conta 16. L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di presenze, un risultato che riflette la capacità del nostro Paese di attrarre una clientela internazionale in cerca di esperienze di lusso autentiche e memorabili.
Le eccellenze italiane nella classifica
A guidare la rappresentanza italiana è Il San Pietro di Positano che raggiunge il 58° posto. La struttura della Costiera Amalfitana è anche la più alta nuova entrata italiana nella fascia 51-100. Subito dopo arriva lo Splendido di Portofino al 60° posto, seguito al 62° da Castiglion del Bosco nel territorio di Montalcino.
Castiglion del Bosco rappresenta uno dei casi più emblematici del rapporto sempre più stretto tra alta ospitalità, vino e gastronomia. La proprietà toscana unisce infatti l’esperienza alberghiera a una tenuta vinicola dedicata al Brunello di Montalcino, oltre a ville private, un campo da golf e una proposta gastronomica di alta gamma. Un modello nel quale il soggiorno diventa parte integrante della scoperta del territorio.
Al 66° posto si trova Orient Express La Minerva nel cuore di Roma, mentre al 68° compare Forestis Dolomites a Bressanone. Due indirizzi molto diversi, ma accomunati da una concezione dell’ospitalità che punta sull’identità del luogo: da una parte la capitale e il patrimonio storico-artistico italiano, dall’altra il paesaggio alpino e il rapporto con la natura.
La Costiera Amalfitana e la Puglia protagoniste
La Costiera Amalfitana torna protagonista con Borgo Santandrea ad Amalfi, all’84° posto. Il territorio campano porta così a tre il numero delle strutture presenti nella fascia 51-100, considerando anche Il San Pietro di Positano e Villa Treville. Quest’ultima, sempre a Positano, occupa il 91° posto.
Tra le altre eccellenze italiane figura Borgo Egnazia a Savelletri, in Puglia, all’88° posto. Chiude la rappresentanza nazionale Reschio a Lisciano Niccone, in Umbria, che si colloca al 95° posto. Il risultato complessivo mette
La metodologia della classifica
La classifica The World’s 50 Best Hotels viene costruita attraverso i voti di un’Academy composta da oltre 800 esperti internazionali del settore alberghiero e travel, suddivisi in 13 aree geografiche. Tra i votanti figurano albergatori, giornalisti di viaggio, professionisti dell’hospitality e viaggiatori esperti.
Ogni membro dell’Academy indica sette hotel nei quali ha soggiornato negli ultimi 36 mesi, ordinandoli secondo una preferenza personale. Il voto è anonimo e sottoposto a precise regole di indipendenza: non è possibile votare una struttura nella quale si abbia un interesse finanziario e gli elettori devono aver trascorso almeno una notte negli hotel indicati. Anche i viaggi stampa e i soggiorni gratuiti possono essere considerati validi, purché rispettino le regole previste dall’organizzazione.
La metodologia contribuisce a spiegare perché nella stessa classifica possano convivere grandi nomi dell’ospitalità internazionale e proprietà più raccolte, accomunate non necessariamente dalle dimensioni o dal numero di servizi, ma dalla qualità complessiva dell’esperienza. Non esiste infatti una griglia rigida basata su camere, strutture o caratteristiche standard: il giudizio rimane legato all’esperienza diretta dei membri dell’Academy.
In testa alla fascia 51-100 si trova La Réserve Paris al 51° posto, seguita da Janu Tokyo e Park Hyatt Tokyo. L’Asia conta complessivamente 20 indirizzi nella lista estesa, mentre tra le altre presenze europee spiccano Rosewood LondonRitz ParisCarlton Cannes e Gleneagles quest’ultimo al 100° posto.
Per l’Italia, tuttavia, il vero verdetto arriverà il 15 settembre. A Parigi saranno infatti svelate le posizioni dalla 1 alla 50 e sarà possibile capire se altre strutture italiane riusciranno a entrare nella parte più alta della graduatoria. Nella classifica complessiva del 2025, l’Italia aveva già mostrato una presenza particolarmente forte, con Passalacqua sul Lago di Como al secondo posto mondiale e altri indirizzi italiani tra i protagonisti della graduatoria.
Il risultato del 2026 conferma intanto una tendenza precisa: il lusso alberghiero italiano non si concentra più soltanto nei grandi hotel delle città o nelle destinazioni balneari più celebri. La nuova geografia dell’ospitalità comprende borghi, tenute vinicole, montagne e proprietà immerse nella campagna, con una crescente integrazione tra architettura, cultura, alta cucina, benessere e territorio.
Da Positano a Montalcino, da Roma alle Dolomiti, passando per Amalfi, Portofino, la Puglia e l’Umbria, i nove indirizzi italiani inseriti nella fascia 51-100 raccontano così un’idea di lusso sempre più legata all’esperienza e al senso del luogo.
