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7 Novembre 2026

Arsenale di fucili e silenziatori trovato nello studio di Riccardo De Pra

Chef stellato al centro di un'indagine per possesso illegale di armi e munizioni

Arsenale di fucili e silenziatori trovato nello studio di Riccardo De Pra

Nel cuore dell’Alpago, tra le vette che si specchiano sul lago di Santa Croce, il ristorante Dolada custodisce da più di un secolo una tradizione culinaria premiata con una stella Michelin. Dietro le porte di questo locale, però, si è consumata una vicenda che ha coinvolto le autorità giudiziarie: lo chef Riccardo De Pra, 51 anni, è stato denunciato per porto abusivo di armi, omessa custodia e detenzione illecita di munizioni.

Il controllo che ha scatenato le indagini

Il caso è partito da un’operazione notturna dei carabinieri forestali nella zona di Puos d’Alpago, un luogo frequentato da cervi, caprioli e altri ungulati. Durante il fischio delle torce, gli agenti hanno fermato l’automobile di De Pra e hanno trovato al suo interno un silenziatore artigianale per fucili da caccia. Questo oggetto, vietato per le attività venatorie regolamentate, ha immediatamente indotto gli inquirenti ad approfondire le verifiche, avviando una perquisizione del veicolo.

Scoperta dell’arsenale

Nel vano bagagli, accanto al silenziatore, sono stati individuati cinque fucili da caccia, due carabine, una pistola, un coltello a serramanico e centinaia di cartucce. Le munizioni superavano di gran lunga i limiti consentiti dalla normativa venatoria – 200 cartucce per pistola e 1.500 per fucile sono le soglie massime, salvo autorizzazioni specifiche. Il surplus rilevato ha rappresentato un elemento cruciale per le accuse di detenzione illecita di munizioni.

Le perquisizioni a casa e al lavoro

Dopo il primo riscontro, le indagini si sono estese all’abitazione di De Pra e al locale dove esercita la sua professione. I nuclei carabinieri forestali di Belluno e Longarone hanno effettuato perquisizioni approfondite, sequestrando ulteriori armi: altri fucili da caccia, carabine e pistole, oltre a numerose scatole di munizioni. Diversi dispositivi di custodia sono stati giudicati non conformi alle normative vigenti, alimentando le ipotesi di omessa custodia ai sensi del codice di pubblica sicurezza.

Il ruolo della Procura e delle autorità amministrative

Le prove raccolte hanno spinto la Procura della Repubblica di Belluno a presentare una denuncia penale nei confronti dello chef. Contestualmente, sono state attivate le procedure amministrative previste dalla legge: le segnalazioni sono state inviate alla Prefettura, alla Questura di Belluno e alla Provincia, affinché vengano valutati eventuali provvedimenti cautelativi sui titoli di porto d’armi e sulle licenze di caccia. Tale iter potrebbe avere ripercussioni sul diritto di De Pra di praticare la caccia in maniera regolare.

Reazioni istituzionali e prospettive future

Il sindaco di Alpago, Alberto Peterle, ha commentato la vicenda sottolineando la conoscenza personale con lo chef e sperando in una risoluzione senza “strascichi pesanti”. Nel frattempo, i carabinieri forestali hanno ribadito la necessità di distinguere tra caccia regolamentata e pratiche illecite, evidenziando come queste ultime minaccino la biodiversità alpina e compromettano la sicurezza pubblica. Al momento, la fase delle indagini è ancora preliminare; Riccardo De Pra è soggetto al principio della presunzione di innocenza, e ogni responsabilità penale dovrà essere accertata con una sentenza definitiva.