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Brexit: le conseguenze sui prezzi dei prodotti alimentari

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Il prezzo dei prodotti alimentari dipende da più fattori - ma l'esito della Brexit potrebbe rientrare fra questi: scopriamo insieme perché.

Il 29 marzo – il giorno della Brexit – si avvicina sempre di più, e il Regno Unito non è ancora riuscito a trovare un accordo con il Parlamento. Questa condizione di stallo non fa che aumentare le perplessità soprattutto dei cittadini inglesi, preoccupati di come la mancanza di un accordo potrebbe influire sugli aspetti della vita quotidiana – come ad esempio il costo del cibo.

Attualmente il Regno Unito importa circa il 30% dei suoi prodotti alimentari dall’Unione Europea e un altro 10% dal resto del mondo. Se non si raggiunge un accordo, sarà comunque necessario affrontare il prima possibile tutte le questioni legate agli alimenti che continuerebbero ad attraversa la frontiera, per entrare o uscire dal paese. Per dilatare ulteriormente i tempi, Theresa May ha suggerito di lasciare un periodo di transizione di 21 mesi durante il quale non cambierà nulla, mentre il Regno Unito e l’UE cercheranno di elaborare un accordo per lo meno commerciale.

Per quanto siano diversi i fattori che determinano il prezzo dei prodotti alimentari – come il clima – sicuramente la Brexit potrebbe giocare un ruolo e avere delle ripercussioni su tre elementi in particolare: scopriamo insieme quali.

Dazi

I dazi sono imposte che le imprese pagano sulle merci importate da altri paesi.

A seconda dei prodotti si applicano aliquote d’imposta diverse, ma ogni paese deve applicare le stesse aliquote sugli stessi prodotti a tutti gli altri paesi, a meno che non abbiano un accordo commerciale. In qualità di membro dell’Unione Europea, al momento il Regno Unito non paga dazi sulle merci – compresi i prodotti alimentari – provenienti da altri paesi dell’Unione Europea.

Per comprendere come potrebbe cambiare la situazione, proviamo a pensare a un supermercato vuole importare carne bovina dall’Irlanda. Attualmente non dovrebbe pagare dazi, ma se dopo il Brexit la carne bovina iniziasse ad essere tassata al 40% – che è la quota applicata dall’UE per la carne bovina proveniente dal resto del mondo – l’importatore dovrebbe sostenere un costo aggiuntivo non indifferente.

L’Osservatorio della politica commerciale del Regno Unito presso l’Università del Sussex ha calcolato che un’imposta media del 44,6% sui prodotti lattiero-caseari potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi dell’8,1%. Di conseguenza, il prezzo della carne potrebbe aumentare approssimativamente del 5,8%, quello di oli e grassi del 7,8% e quello degli ortaggi del 4%.

Tassi di cambio

Se il valore della sterlina diminuisce rispetto ad altre valute, diminuisce anche il suo potere d’acquisto. Secondo l’Institute for Fiscal Studies, questo fattore influirà direttamente sui costi necessari per far arrivare i prodotti alimentari importati sugli scaffali dei supermercati.

A sostegno di questa tesi, l’istituto ha fatto riferimento alla crisi finanziaria che ha colpito tutto il pianeta tra 2007 e 2008. In quel periodo, il valore della sterlina era calato del 21%, mentre i prezzi dei prodotti alimentari erano aumentati dell’8,7% rispetto ad altri prodotti. All’epoca, però, oltre ai tassi di cambio, avevano influito anche altri fattori, come i forti aumenti dei prezzi mondiali per beni come il petrolio e i fertilizzanti. Tuttavia, i paesi che non hanno avuto problemi con la valuta non hanno registrato aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari così ampi e persistenti come nel Regno Unito.

Barriere non tariffarie

Un altro elemento che potrebbe influire sui prezzi dei prodotti alimentari per i rivenditori è il costo per eventuali controlli supplementari nei porti, le cosiddette “barriere non tariffarie”. Secondo il comitato dell’Unione Europea della Camera dei Lord, infatti, oltre a causare ritardi e ad accorciare la durata di conservazione dei prodotti, le barriere non tariffarie rappresenterebbero un costo aggiuntivo per le imprese. Sulla base delle stime fornite dal comitato, un solo giorno di ritardo per un camion potrebbe costare da 600 a 1.000 euro.

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