Ogni anno, il 25 ottobre, il mondo intero si ferma per celebrare il World Pasta Day. L’edizione 2026 prevede una vera e propria maratona sui social, dove food lover, giornalisti, chef e blogger sono invitati a postare il proprio piatto preferito usando l’hashtag ufficiale #WorldPastaDay e menzionando gli account di. L’iniziativa, ormai alla sua 28ª edizione, è coordinata da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation, con l’obiettivo di sottolineare il valore culturale ed economico della pasta.
Maratona social e numeri record
Nel 2025, più di 21.000 contenuti sono stati pubblicati con l’hashtag #WorldPastaDay, dimostrando la potenza di una community globale che celebra la condivisione a tavola. Partecipanti da tutti i continenti hanno mostrato versioni tradizionali e innovative, dal ragù napoletano alle reinterpretazioni vegane, confermando che la pasta resta il piatto simbolo della convivialità. La campagna è supportata da una forte presenza su Facebook, X e Instagram, dove gli account di registrano un incremento di interazioni del 35% rispetto all’anno precedente.
La visione di Paolo Barilla sulla leadership italiana
Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food, ha sottolineato che la leadership italiana della pasta non si limita ai risultati commerciali. “Il contesto globale cambia rapidamente e le imprese devono innovare, investendo in ricerca, sostenibilità e nuove competenze”, ha dichiarato. Secondo Barilla, il futuro dipenderà da una filiera integrata che valorizzi le eccellenze produttive e sviluppi una visione industriale condivisa, capace di affrontare sfide complesse senza perdere l’identità della pasta italiana.
Ricetta stellata: tortelli di pollo alla cacciatora
Per celebrare la giornata, lo chef Giuseppe Mulargia del ristorante Le Spighe (FH55 Grand Hotel Palatino, Roma) propone un tortello di pollo alla cacciatora, una rivisitazione che unisce la tradizione della carne in umido a una pasta fresca all’uovo. La forma piramidale e l’aggiunta di briciole di amaretto conferiscono al piatto un contrasto aromatico unico.
Ingredienti per 4 persone
Pasta fresca: 100 g di farina 00, 50 g di semola rimacinata, 105 g di tuorli d’uovo, un pizzico di sale.
Farcia: 2 cosce e 2 petti di pollo con osso, 2 cipolle bianche, 100 g di pomodori Pachino, 50 g di olive verdi denocciolate, salvia, rosmarino, aceto e vino bianco, olio extravergine, sale e pepe.
Mantecatura: 300 g di burro, 200 g di Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi.
Finitura: biscotto amaretto sbriciolato, erbe aromatiche fresche.
Fasi di preparazione
Si inizia preparando la pasta fresca in planetaria, lasciandola riposare in frigo. Il pollo viene cotto alla cacciatora con cipolle, erbe, pomodoro, olive, aceto e vino, poi disossato e frullato per ottenere una farcia liscia. Si stendono sfoglie sottili, si ritagliano quadrati da 6 cm, si farciscono e si sigillano a forma di piramide. I tortelli cuociono in acqua salata; la mantecatura avviene in una padella con burro e Parmigiano, aggiungendo poca acqua di cottura per una salsa vellutata. Prima di servire, si completano con amaretto sbriciolato ed erbe fresche. Mulargia suggerisce di arricchire il soffritto con due alici fresche per un sapore più intenso.
Indagine sulla pasta: perché non potremmo farne a meno
Una ricerca demoscopica commissionata all’Istituto AstraRicerche da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation ha coinvolto oltre 1 000 italiani tra 18 e 70 anni. Il 89 % dei partecipanti ha reagito negativamente all’idea che la pasta possa scomparire dal mercato, considerandola un pilastro culturale e di comfort food. Per il 52 % la pasta è sinonimo di appartenenza alla tradizione italiana, mentre per la generazione Z rappresenta un pasto completo a basso costo. Il sondaggio evidenzia anche che il consumo di pasta resta legato ai momenti familiari, con il pranzo della domenica al primo posto (54 %).
Dal punto di vista economico, l’Italia ha confermato nel 2025 il primato nella produzione (4,2 milioni di tonnellate) e nell’export (2,5 milioni di tonnellate), con un consumo pro capite di 23,1 kg all’anno. Il valore della filiera, secondo il rapporto “Valore Pasta”, ha raggiunto 13,5 miliardi di euro, generando 3 miliardi di valore aggiunto, consolidando la pasta come asset strategico per il Made-in-Italy.

