Il Consiglio regionale della Lombardia ha ratificato, il 22 settembre 2026, una normativa che riconosce l’obesità cronica come malattia recidivante e ne disciplina la presa in carico. La legge introduce farmaci gratuiti per i pazienti con obesità severa che vivono in difficoltà economica, un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (PDTA) e una rete regionale multidisciplinare.
Secondo i dati Istat, più di 2,6 milioni di lombardi sono in sovrappeso e 880.000 hanno una diagnosi di obesità. L’incidenza supera il 43 % nella popolazione adulta, mentre tra i bambini di 8-10 anni supera il 25 %. Questi numeri hanno spinto le autorità a intervenire con misure concrete per salvaguardare la salute pubblica.
Finanziamento e struttura della nuova legge
Il provvedimento prevede un budget di 3,3 milioni di euro per il triennio 2026-2028, di cui 900 mila destinati a campagne di prevenzione e informazione e 2,4 milioni al potenziamento dei servizi sanitari. Le risorse serviranno a creare una Rete regionale dell’obesità coordinata da un tavolo permanente che includerà rappresentanti delle società scientifiche, dei medici di base, dei pediatri, delle associazioni pazienti e dei centri hub.
Compiti del tavolo permanente
Il tavolo avrà la responsabilità di analizzare i bisogni clinici e sociali, formulare pareri sui programmi regionali, monitorare i PDTA e promuovere la formazione degli operatori. Inoltre, dovrà garantire la diffusione delle buone pratiche, lo sviluppo di registri regionali e l’organizzazione di iniziative in occasione della Giornata mondiale dell’obesità.
Ordini del giorno e azioni di supporto
Due mozioni sono state adottate contestualmente. La prima, proposta da Michela Palestra e illustrata da Luca Paladini, richiede alla Giunta di assicurare l’accesso alle terapie farmacologiche e di monitorare prescrizioni, consumi e disponibilità dei farmaci. La seconda, firmata da Pierfrancesco Majorino e presentata da Carlo Borghetti, punta a rafforzare la educazione alimentare nelle famiglie e nei contesti più vulnerabili, favorendo abitudini sane fin dall’infanzia.
Piramide mediterranea cronotipo-basata
In occasione della Giornata mondiale dell’obesità (4 marzo), la Società Italiana di Endocrinologia e l’Associazione Italiana di Dietetica hanno pubblicato un aggiornamento della classica Piramide della dieta mediterranea, integrando i principi della crononutrizione. Il nuovo modello aggiunge al “cosa” il “quando”, sincronizzando i pasti con i ritmi circadiani.
Il sole (07:00-15:00) indica la fascia oraria in cui la sensibilità all’insulina è massima: è consigliato consumare carboidrati complessi, legumi, verdure e frutta. Lo spostamento del 5 % dell’apporto energetico dai grassi ai carboidrati a colazione è associato a una riduzione della sindrome metabolica.
La luna (15:00-20:00) segna il periodo di minore tolleranza al glucosio; qui la piramide suggerisce proteine magre, verdure e alimenti ricchi di triptofano (noci, semi, latticini) per favorire il sonno. L’olio extravergine d’oliva rimane l’unico alimento neutro, consigliato sia di giorno che di sera per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.
Adattamento al cronotipo individuale
Il modello si adatta al cronotipo personale: le “allodole” (cronotipo mattutino) trovano più agevole una colazione abbondante e una cena leggera, mentre i “gufi” (cronotipo serotino) tendono a spostare il carico calorico verso la sera. La piramide aiuta i gufi a riallineare gradualmente il consumo energetico alle ore di luce, contrastando il “jet lag” metabolico.
Agonisti GLP-1 e tirzepatide: benefici clinici oltre il peso
Gli ultimi farmaci anti-diabete, tra cui semaglutidedulaglutide (agonisti GLP-1) e tirzepatide (agonista duale GLP-1/GIP), hanno dimostrato effetti terapeutici ampi. Oltre alla perdita di peso, migliorano la glicemia, l’appetito e la risposta metabolica.
Nel trial SELECT, che ha coinvolto oltre 17 000 soggetti con sovrappeso o obesità e patologia cardiovascolare, semaglutide ha ridotto del 20 % gli eventi di infarto, ictus e mortalità. Studi analoghi con tirzepatide stanno valutando se l’effetto sia comparabile o superiore.
In ambito cardiaco, i pazienti con insufficienza cardiaca a frazione di eiezione preservata hanno mostrato miglioramenti di sintomi e capacità di esercizio sia con semaglutide sia con tirzepatide; quest’ultimo ha inoltre diminuito gli eventi di peggioramento dell’insufficienza e la mortalità. Per quanto riguarda la funzione renale, il trial FLOW ha evidenziato una riduzione del 24 % degli eventi renali maggiori in pazienti diabetici trattati con semaglutide.
Altre evidenze riguardano il fegato grasso non alcolico (MASLD), dove questi farmaci riducono l’accumulo di grasso e l’infiammazione, e l’apnea ostruttiva del sonno, in cui tirzepatide ha dimezzato gli episodi respiratori notturni in molti partecipanti. Anche l’artrite da obesità ha beneficiato, con una riduzione del dolore al ginocchio e miglioramento della funzionalità.
