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Torino: il valore aggiunto cresce solo 188 euro in 15 anni

Torino registra una crescita economica quasi ferma, ma nuove iniziative cercano di invertire la rotta verso il futuro.

Il Rapporto Giorgio Rota 2026 presentato al Collegio Carlo Alberto, dipinge una Torino che non è in declino, ma che da anni registra una crescita davvero limitata. In quindici anni, il valore aggiunto pro capite è aumentato di appena 188 euro, a fronte di quasi 10 000 euro a Milano e più di 6 000 a Bologna.

Il documento ricompone dati di economia, imprese, formazione e demografia per capire dove la città si trovi oggi e quali ostacoli debba superare nel decennio successivo.

Dati economici: la stagnazione di Torino rispetto alle grandi città

Analizzando la crescita reale della regione, il Piemonte ha guadagnato solo 12 punti percentuali in trent’anni, mentre la Lombardia ha accumulato 27 punti. La provincia di Torino, pur restando il motore economico del Piemonte, ha mostrato una dinamica quasi piatta tra il 2008 e il 2023, con un incremento di appena 0,5% (circa 400 milioni di euro). Il rapporto indica anche una densità di medie imprese inferiore rispetto ad altre aree italiane, sebbene queste ultime stiano crescendo con ritmo più sostenuto.

Il valore aggiunto pro capite a confronto

Il dato più eloquente è il margine di 188 euro accumulati in un periodo di quindici anni: una cifra che evidenzia l’immobilismo economico di Torino rispetto ai centri più dinamici. Milano, con quasi 10 000 euro di crescita, e Bologna, con oltre 6 000, mostrano come la differenza di competitività si traduca in opportunità per le imprese e per il capitale umano.

Verso una diversificazione: nuovi settori e opportunità

Il vecchio modello basato sull’industria pesante e sull’automotive sta lentamente cedere il passo a settori emergenti. L’analisi del Centro Einaudi segnala una diversificazione in atto, ma ancora giudicata troppo lenta per tenere il passo con le province più dinamiche del Piemonte, come Cuneo. Tra le nuove vocazioni si segnalano l’aerospazio e il turismo culturale, due ambiti che potrebbero favorire un rilancio della crescita.

Terra Madre e la spinta all’innovazione sostenibile

Fino al 27 settembre, il Teatro Regio di Torino ospita Terra Madre – Salone del Gusto con 600 espositori, 1 500 delegati da 120 paesi e più di 1 000 eventi. L’evento mette in luce il potenziale della città nella cucina sostenibile e nella rete di imprenditori dell’alimentare, creando occasioni di contatto per buyer e start-up. Questa manifestazione si inserisce in un più ampio contesto di rigenerazione economica, mostrando come la cultura e il cibo possano diventare leve di crescita.

Giovani, imprese e ruolo di Lavazza: combattere l’immobilismo

All’assemblea per gli 80 anni della CNA, il presidente di Lavazza ha sottolineato la necessità di investire nei giovani per rompere la stagnazione. Le testimonianze indicano che, sebbene Torino mantenga università e centri di ricerca di alto livello, molti laureati partono verso Milano o l’estero. Stimolare la creazione di posti di lavoro qualificati e favorire la crescita delle medie imprese torinesi è quindi cruciale per trattenere il capitale umano.

La sfida per il prossimo decennio sarà collegare più efficacemente università, ricerca e imprese, così da trasformare le potenzialità in crescita reale.

Scritto da Edoardo Castellucci

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