Dopo settimane di caldo eccezionale con temperature che hanno superato i 40 gradi e notti tropicali soffocanti, l’Italia si prepara finalmente a un cambiamento. L’alta pressione africana che ha dominato il Mediterraneo sta perdendo forza sotto la spinta di una saccatura di origine scandinava destinata a portare aria più fresca e instabile su gran parte della Penisola.
La svolta è già iniziata. Al Nord, gli effetti del cambio di circolazione si sono fatti sentire con temporali anche violenti, grandinate e forti raffiche di vento. Il Centro-Sud, invece, continua a fare i conti con l’anticiclone africano, che mantiene condizioni di caldo intenso e umidità elevata. Ma la situazione è destinata a cambiare nel giro di pochi giorni.
La discesa delle temperature e i temporali
Finalmente si respira. Dopo due mesi di canicola africana con temperature schizzate fino a 10-15°C sopra la media, all’orizzonte compare un traguardo insperato: l’anomalia zero. Al Nord, torneremo in linea con le medie del trentennio 1991-2026, con massime sui 30-31°C. Tuttavia, l’Italia resterà comunque spaccata per almeno altre 24 ore: sul versante tirrenico del Centro avremo ancora 35-36°C e, addirittura, al Sud (specie Calabria, Sicilia e Sardegna) ancora 40°C.
Questa provvidenziale discesa delle temperature sarà garantita dall’arrivo di aria più fresca dalla Norvegia, ma con un rovescio della medaglia l’impatto tra le correnti fresche e il carburante preesistente (calore estremo, alti tassi di umidità e mari bollenti) ha innescato una miscela esplosiva responsabile dei devastanti temporali che hanno colpito il Nord-Est e la Lombardia negli ultimi giorni, accompagnati da grandinate con chicchi grandi come arance.
Le previsioni per i prossimi giorni
Il pericolo si sposterà nelle prossime 24 ore dal Nord verso il Centro, in particolare sul lato adriatico con temporali diffusi. Poi, tra giovedì e venerdì, il fronte norvegese spazzerà a suon di tuoni e fulmini anche la canicola dell’estremo Meridione. Nel complesso, sarà la settimana della svolta: da mercoledì quasi ovunque torneremo a riposare con minime sotto i 20°C e massime sotto i 30°C nelle zone più fresche e fortunate.
La buona notizia a lungo termine è che, almeno fino alla fine di luglio, non si intravede lo spettro di una quarta ondata di calore africano. Tuttavia, proprio questa tregua farà emergere una triste verità: senza una nuova ondata di caldo, le temperature si assesteranno comunque intorno ai 33°C al Nord, ai 34-35°C al Centro e ai 36-37°C al Sud.
Le tecniche tradizionali per combattere il caldo
In alcune aree desertiche, molte abitazioni senza condizionatori o elettricità riescono a mantenere temperature più fresche grazie a tecniche tradizionali. Le case sono costruite con materiali come mattoni e cemento, che assorbono e rilasciano lentamente il calore, contribuendo a ridurre l’accumulo di calore interno. Durante l’estate, queste abitazioni non dipendono dall’uso di condizionatori, mantenendo ambienti più freschi senza energia elettrica.
Dal Marocco all’Iran, passando per il sud-ovest degli Stati Uniti, le popolazioni hanno costruito edifici utilizzando soluzioni architettoniche capaci di abbassarne la temperatura. Queste tecniche tradizionali potrebbero offrire spunti interessanti anche per affrontare le estati sempre più calde in Europa.
