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Prezzi in discesa per patate dolci e aumenti per pomodori: ottobre 2026

Patate dolci a prezzi record, zucche convenienti e consigli per risparmiare: ecco la panoramica di ottobre.

Con l’arrivo di ottobre le temperature più miti favoriscono una nuova stagione di ortaggi a foglia, mentre le lattughe iniziano a scendere di prezzo, soprattutto al Centro-Sud. Nei banchi dei mercati, però, rimangono presenti i prodotti tipicamente autunnali: zucche, porri, cavoli, funghi e, naturalmente, le patate dolci.

Per orientarsi tra le offerte della settimana, è utile analizzare i dati di mercato forniti da BMTI e Italmercati, con il supporto di Consumerismo No Profit.

Andamento dei prezzi di frutta, verdura e ortaggi in ottobre 2026

Tra i frutti, le melagrane italiane hanno raggiunto la piena stagione, con un prezzo all’ingrosso compreso tra 1,50 e 2,00 €/kg, in calo del 2,9% rispetto alla settimana precedente. I fichi d’India mantengono un valore stabile, oscillando tra 1,00 e 1,10 €/kg per le piccole dimensioni, mentre le confezioni più grandi superano i 2,30 €/kg. I cachi vaniglia provenienti soprattutto dalla Campania, si trovarono a 1,20-1,40 €/kg, con le varietà più grandi intorno a 1,70 €/kg. I cachi comuni, appena entrati in mercato, si stabilizzano attorno ai 2,00 €/kg.

Uva da tavola e susine: leggera contrazione

L’uva da tavola ha registrato un calo del 3,6%: la varietà Italia si vende tra 1,30 e 1,70 €/kg, la Pizzutello tra 1,80 e 2,30 €/kg, mentre le uve senza semi sono tornate intorno ai 2,30-2,50 €/kg.

Le susine nelle varietà Angeleno, Grossa di Felisio e October Sun, si attestano intorno a 1,50 €/kg, con un lieve decremento dell’1,3%.

Patate dolci: il ribasso più significativo

Il prodotto che ha registrato il calo più marcato è certamente la patata dolce nota anche come batata, con una diminuzione del 12,6% rispetto alla settimana scorsa. Nelle zone di produzione del Veneto il prezzo all’ingrosso varia tra 0,80 e 1,00 €/kg, mentre nei mercati più distanti può arrivare a 1,90 €/kg. Questo risultato è dovuto a una buona resa delle colture italiane, che hanno riempito le scaffalature prima della chiusura della stagione.

Mercato ittico e carne: le proposte per le feste

Nel settore ittico, il Tirreno resterà chiuso alla pesca per tutto ottobre, ma l’Adriatico garantisce un’offerta abbondante. Le mazzancolle si vendono da 9,00 a 10,00 €/kg per le dimensioni più piccole, fino a 20-25 €/kg per le grandi selezionate, rendendole ideali per essere acquistate e congelate in vista delle festività natalizie.

I calamari hanno ridotto i prezzi dell’11,1% rispetto all’anno precedente, con un range di 15-27 €/kg a seconda della pezzatura. Il pesce spada ha registrato un calo del 7,6% e si aggira tra 13,50 e 15,00 €/kg, mentre il polpo verace si mantiene stabile intorno ai 14,00 €/kg.

Per quanto riguarda la carne, la seconda settimana consecutiva di ribasso riguarda il quarto posteriore di vitellone il cui prezzo all’ingrosso è compreso tra 9,99 e 10,39 €/kg. I consumatori stanno passando a tagli più tipici dell’autunno, come le costine e i brasati, favorendo così una leggera diminuzione della domanda per il vitellone.

Spesa intelligente: sette prodotti di stagione per contenere il budget

Per ottimizzare la spesa di ottobre, basta concentrarsi su pochi ingredienti che si prestano a più preparazioni. Ecco una lista di sette prodotti che, grazie ai loro prezzi più bassi, permettono di variare il menù senza gonfiare il conto.

1. Zucca

La zucca è estremamente versatile: una parte può diventare vellutata, un’altra può essere arrostita e la polpa pura si integra in quiche, risotti o paste cremose. Sul mercato, la Moscata di Provenza si acquista a 0,50 €/kg, la Lunga Violina a 0,80-1,00 €/kg e la Hokkaido a circa 1,20 €/kg.

2. Porri

I porri costituiscono una base aromatica perfetta per zuppe ma possono anche fare da protagonista in una quiche o in una torta salata. Il prezzo medio è di 1,50 €/kg, con un leggero calo dello 0,7% rispetto alla settimana scorsa.

3. Carote

Le carote si conservano bene e possono essere utilizzate crude, al forno o in purè. Un chilo si paga intorno all’1,00 €/kg, rendendole un alleato economico per minestre, curry o insalate.

4. Cavolfiore

Il cavolfiore cambia consistenza a seconda della cottura: al forno resta croccante, al vapore è ideale per gratin o purè, e tritato può diventare un taboulé vegetale. Il prezzo varia tra 1,50 e 2,00 €/kg a seconda della regione.

5. Funghi

I fungi specialmente gli champignon, aggiungono sapore a primi, secondi e contorni. Si trovano a 2-3 €/kg, ma è consigliabile acquistarli freschi e consumarli entro pochi giorni per evitare sprechi.

6. Patate

Le patate rimangono la base più economica: si possono arrostire, bollire, schiacciare o trasformare in tortilla. In ottobre il prezzo si aggira tra 0,80 e 1,00 €/kg per le produzioni locali, fino a 1,90 €/kg per quelle provenienti da altre regioni.

7. Mele

Le mele si conservano a lungo e sono utili sia in dessert che in piatti salati. Le varietà Golden e Royal Gala si vendono tra 0,80 e 1,20 €/kg, mentre la Golden Delicious di montagna arriva a 1,70-1,80 €/kg.

Concentrandosi su questi sette prodotti, è possibile creare zuppe, contorni, piatti al forno, torte salate e persino dessert, riducendo gli sprechi e mantenendo il conto sotto controllo. La chiave è acquistare quantità adeguate, sfruttare le offerte stagionali e valorizzare la versatilità degli ingredienti.

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