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Scopri la Vigna monumentale di Sarragachies e i suoi vini rari

Una piccola parcella di 600 piante del 1810 custodisce 21 vitigni autoctoni, dando vita a vini che ricordano la Belle Époque.

Nel cuore della Guascogna, a poca distanza da Pau e ai piedi dei Pirenei, si cela una piccola ma straordinaria realtà viticola: la Vigna di Sarragachies conosciuta anche come Vigne de la Ferme Pédebernade. Grazie a un decreto del 2012, questi dodici filari sono gli unici in Francia a vantare l’iscrizione nel registro dei Monumenti Storici Nazionali.

Le piante, circa 600 in totale, risalgono al 1810, prima dell’arrivo della devastante fillossera che, dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento, cancellò gran parte dell’ampelografia europea.

Plaimont Producteurs e la tutela del patrimonio vitivinicolo

La custodia di questo tesoro spetta alla cooperativa Plaimont Producteurs che raggruppa circa 800 soci e gestisce 5.300 ettari di vigneti, con una produzione annua compresa tra 35 e 40 milioni di bottiglie. Fondata nel 1979, la cooperativa ha abbracciato fin da subito una politica di autoctonia radicale avviando un progetto di archeologia ampelografica per mappare le viti più antiche presenti nei suoi terreni. Il culmine di questa ricerca è stato l’apertura, nel 2002, del Conservatoire Ampélographique de Saint-Mont il primo archivio privato di questo tipo in Francia, una vera banca del DNA che conserva 37 varietà di uve antiche, 12 delle quali ancora in fase di studio.

André Dubosc e la scoperta dei filari Pédebernade

È stato André Dubosc visionario fondatore della cooperativa, a scoprire i 12 filari a piede francese di proprietà della famiglia Pédebernade. L’impianto a “piede doppio” ospita una miscela di vitigni diversi, pratica comune nell’epoca pre-phylloxéra per mitigare i rischi climatici e garantire una resa più stabile. Nel 2002 gli ampelografi hanno identificato 21 vitigni autoctoni, di cui 7 completamente sconosciuti fino ad allora, confermando il valore genetico e storico della parcella.

I vini che nascono dalla Vigna di Sarragachies

La zona è oggi riservata a microvinificazioni sperimentali. Una delle produzioni più famose è l’AOC Saint-Mont Vignes Préphylloxériques che estrae ogni anno circa 1.500 bottiglie da un micro appezzamento del 1870 situato poco più in là. Si tratta di un vino quasi esclusivamente a base di tannat con un prezzo di circa 70 euro per bottiglia, difficile da reperire e destinato a un pubblico di collezionisti.

La cuvée Tannat+Tardif: un connubio di storia e innovazione

Nel 2023 l’INAO ha autorizzato l’inclusione dei vitigni antichi salvati dal rischio di estinzione nel disciplinare della denominazione Saint-Mont. Da qui, nel 2024, nasce la linea Cépages d’Auteurs con la cuvée Tannat+Tardif un matrimonio tra il tradizionale tannat e il tardif una varietà ritenuta estinta fino al 2002. Il vino è proposto a circa 10 euro online, presenta un colore rubino chiaro, aromi più floreali che fruttati, una leggera speziatura e una tannicità mitigata grazie a una tecnica di “infusione”. Con 12,5 % vol. è un rosso leggero, ideale per il consumo quotidiano, anche se il finale resta piuttosto breve.

Jurançon Sec AOP Yura 2023: il colpo di fulmine del produttore

Un’altra eccellenza della stessa cantina è il Jurançon Sec AOP Yura 2023 realizzato con uve gros manseng e petit manseng in parti uguali. La vinificazione prevede una breve macerazione sulle bucce, seguita da un’annata di contatto con i lieviti e un affinamento in bottiglia. Il risultato è un bianco secco dal colore dorato, con note di albicocca, cedro, frutta esotica, leggere sfumature minerali e un accenno affumicato. In bocca si percepisce una struttura piena, freschezza e una persistenza marcata. Sul mercato sono disponibili due etichette – YURA (per il mercato interno) e YURA MOUN – Les Terres Froides (per l’estero) – con una differenza di 0,5 % di alcol. Legalmente il produttore è Les Vignerons de Yura marchio creato da Plaimont per legare il vino al territorio del Jurançon, anche se l’imbottigliamento avviene negli stabilimenti centrali della cooperativa.

La Vigna di Sarragachies, con i suoi 12 filari e le sue 21 varietà, rimane un laboratorio vivente dove passato e presente si incontrano in ogni calice.

Scritto da Edoardo Castellucci

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