Zampina di Sammichele di Bari IGP e Peperoncino di Calabria IGP: cosa cambia per Puglia e Calabria

Nuove IGP per Italia: Zampina di Sammichele di Bari e Peperoncino di Calabria entrano nel registro Ue, con numeri e identità territoriali in primo piano.

L’Italia aggiunge due tasselli importanti alla propria mappa delle Indicazioni Geografiche. Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dell’11/06/2026 sono state registrate le denominazioni Peperoncino di Calabria IGP e Zampina di Sammichele di Bari IGPriconoscendo ufficialmente due specialità profondamente radicate nelle rispettive comunità locali.

Si tratta di un traguardo che consolida la forza del sistema italiano delle IG: complessivamente, il Paese conta 892 riconoscimenti tra DOPIGP e STG. Queste certificazioni non sono semplici etichette: rappresentano un patto tra prodotto e territorio, in cui tradizione, conoscenza artigianale e condizioni ambientali convergono per generare qualità, reputazione e valore economico.

Il quadro delle registrazioni e i numeri della Dop economy

L’ingresso del Peperoncino di Calabria IGP e della Zampina di Sammichele di Bari IGP nel registro europeo arriva al termine di un percorso di tutela avviato da tempo. Per il peperoncino calabrese, l’iter ha conosciuto tappe cruciali con la pubblicazione della domanda nella Gazzetta Ufficiale italiana nella primavera del 2026un passaggio che ha seguito di circa un mese quello della zampina. L’esito europeo dell’11 giugno scorso completa ora la protezione dell’identità geografica delle due produzioni.

L’Osservatorio Qualivita restituisce la fotografia economica di questo ecosistema. In Pugliadove si colloca Sammichele di Bari, le denominazioni complessive raggiungono 61con una Dop economy valutata in 711 milioni di euro nel 2026. In Calabriail sistema delle IG conta 42 riconoscimenti e un valore di 51 milioni di euro. Questi dati corroborano l’idea che il riconoscimento geografico non solo preservi le tradizioni, ma agisca come leva per agricoltura, artigianato e filiere locali.

Zampina di Sammichele di Bari IGP: una spirale di tradizione sulla Murgia

La Zampina di Sammichele di Bari IGP nasce nella Murgia del Nord ed è oggi il biglietto da visita gastronomico del comune di Sammichele di Bari. Parliamo di un insaccato fresco preparato con un impasto di carne bovina e ovinaarricchito da formaggio stagionato grattugiatofiletto di pomodoro pelatosalepepe e basilico. Il composto viene insaccato in budello naturale ovino e modellato nella caratteristica forma a spirale fissata con uno spiedo: un segno distintivo che rende la zampina immediatamente riconoscibile anche sul banco della macelleria.

Due tratti ne definiscono la personalità: l’assenza di carne suinarara nelle salsicce fresche italiane, e il profilo aromatico dato dall’incontro tra formaggio, pomodoro e basilico, che imprime alla pasta un colore rosso vivo e un gusto allineato alle tradizioni del territorio. La cottura classica è alla brace, praticata e condivisa in un contesto conviviale che ha segnato la fama del prodotto nell’entroterra barese.

Radici storiche e identità locale

La lunga storia produttiva è uno dei pilastri del riconoscimento IGP. Documenti attestano la presenza della zampina nel commercio già nell’Ottocentomentre un’ulteriore traccia d’archivio appare in un accordo commerciale tra il Regno d’Italia e la Cecoslovacchia del 1924. Nel corso del Novecento, la zampina è divenuta emblema gastronomico del territorio, fino a coincidere, nell’immaginario collettivo, con la comunità di Sammichele di Bari e con la rete di macellerie e ristorazione locale che ne ha custodito la sapienza artigianale.

Peperoncino di Calabria IGP: la piccantezza che parla la lingua del territorio

Il Peperoncino di Calabria IGP tutela i frutti della specie Capsicum annuum coltivati sull’intero territorio regionale e commercializzati freschi o essiccatiinteri, in scaglie o in polvere. Il cuore dell’identità geografica non è una singola cultivar, ma un patrimonio diffuso di varietà tradizionali coltivate in Calabria, accomunate dalla spiccata piccantezza e da un profilo aromatico riconoscibile.

A imprimere carattere ai frutti sono le condizioni pedoclimatiche calabresi: elevata luminositàtemperature calde e una ventilazione costante contribuiscono all’accumulo di capsaicinoidimolecole responsabili della sensazione piccante. La tutela IGP richiede che le principali fasi della filiera, dalla produzione alla trasformazione, avvengano in Calabriaconsolidando così il legame inscindibile fra prodotto e ambiente di coltivazione.

Dalla domanda alla registrazione europea

Il cammino verso la tutela è stato lungo. Per il peperoncino calabrese, l’istanza ha mosso i primi passi molti anni fa, subendo pause e riprese fino alla pubblicazione nazionale nella primavera del 2026. Il via libera europeo dell’11/06/2026 chiude il cerchio, allineando la protezione del peperoncino a quella delle principali eccellenze agroalimentari italiane. Nel sistema delle IG, questa impostazione – che ancora il valore alla territorialità più che alla singola varietà – interpreta in modo esemplare la logica di una Indicazione Geografica Protettaè il terroirinteso come insieme di fattori umani e naturali, a fare la differenza.

Con queste registrazioni, l’Italia non solo mantiene ma rafforza il primato europeo per numero di specialità tutelate. Il consolidamento delle IG – dalle produzioni simbolo a quelle nate in contesti comunitari più ristretti – testimonia come cultura gastronomica e valore economico possano procedere di pari passo, generando riconoscibilità sui mercati e benefici misurabili per le filiere locali.

Scritto da Edoardo Castellucci

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