Guilt-free comfort food mangiare senza sentirsi in colpa

Il "Guilt-free comfort food" una nuova tendenza dal mondo anglosassone per mangiare senza sentirsi in colpa.

Il cibo non può essere buono o cattivo, ecco da dove nasce il “Guilt-free comfort food“.

I grandi brand di food stanno adottando una nuova strategia per incrementare le vendite: la creazione di cibi di conforto che non ci facciano sentire in colpa.

Una bella coppa di gelato, una porzione di patatine fritte e sfizi di ogni tipo sono ciò che desideriamo in un momento di sconforto per sentirci meglio. Il cibo può essere una consolazione, purtroppo di breve durata, inevitabilmente ci sentiremo in colpa per aver mangiato qualcosa di poco sano.

Addio al senso di colpa

Il guilt-free comfort food, letteralmente cibo senza sensi di colpa, nasce per essere una consolazione, ma senza effetti collaterali.

Il gelato è a base di yogurt, le patate non più fritte ma al forno. Questa nuova categoria si sta sempre più diffondendo nei paesi anglosassoni, come si intuisce dal suo nome.

Gli esperti però non sono d’accordo, il cibo non dovrebbe avere una categoria, questo ci induce al senso di colpa per aver mangiato uno tra quegli alimenti etichettati come cattivi, proibiti perché dannosi. La dietista Alyssa Pike ricorda l’importanza di non suddividere i cibi tra buoni e cattivi, ciò conta realmente è la dieta nel suo insieme, sul lungo termine e non il cono gelato in un momento di tristezza.

Una volta eliminate le etichette sarà più facile limitare il consumo di alimenti ricchi di grassi e carboidrati e mantenere una dieta più sana. La nostra psicologia infatti molto spesso ci spinge a ribellarci alle regole e alle restrizioni, ecco spiegato perché non dovremmo classificare il cibo.

La dieta imperfetta

Il guilt-free comfort food è una trovata di marketing che permette una numero maggiore di vendite. Una dieta sana ed equilibrata è qualcosa di molto diverso.

Il cibo deve farci stare bene, siamo esseri umani imperfetti e così deve essere anche la nostra dieta. In un articolo su un blog americano Alyssa Pike sottolinea quanto sia importante la “dieta intuitiva“, assecondare la propria fame, senza trascurare la propria salute e secondo le proprie preferenze, solo così non ci sarà più spazio per la vergogna e il senso di colpa.

Il messaggio guilt-free food impresso sulle etichette è fuorviante non si tratta di cibi migliori, nessuno può essere considerato colpevole per aver mangiato del cioccolato. Il trucco, rivelano gli esperti, è non associare il cibo alle emozioni, ma considerarlo come una fonte di nutrimento essenziale, non come una consolazione. Altro meccanismo da evitare è quello della punizione, privarsi di una determinato cibo servirà solo a farcene desiderare di più.

Scritto da alice sacchi
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