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27 Ottobre 2026

Intrecci Menfi 2026: showcase B2B delle eccellenze siciliane

A Menfi tre giorni di incontri B2B per avvicinare aziende agroalimentari siciliane, chef e buyer, con degustazioni, cene e focus sulle produzioni locali.

Intrecci Menfi 2026: showcase B2B delle eccellenze siciliane

Menfi diventa il palcoscenico di un nuovo format B2B dedicato alle eccellenze agroalimentari siciliane: Intrecci – Sicily Luxury Showcase si svolge dal 25 al 27 ottobre 2026 negli spazi di Vigne di Verre e nasce con l’obiettivo di favorire contatti diretti tra chi produce e chi sceglie gli ingredienti per la ristorazione italiana. L’iniziativa, organizzata da Kappaelle Comunicazione insieme a Vigne di Verre, è cofinanziata dalla Regione attraverso l’assessorato delle Attività produttive nell’ambito del programma Sicilia che piace 2026.

L’idea alla base dell’evento è semplice ma ambiziosa: creare un luogo di confronto dove non contano solo i prodotti esposti, ma anche le storie, le tecniche produttive e l’identità dei luoghi di provenienza. In questa chiave Intrecci evita la formula della fiera tradizionale per privilegiare incontri one-to-one, degustazioni guidate e momenti conviviali pensati per costruire rapporti di lungo periodo tra imprese, chef, ristoratori e buyer.

Programma e partecipanti a Menfi (25-27 ottobre 2026)

La tre giorni si apre la sera del 25 ottobre con l’accoglienza e una cena di benvenuto che mette in mostra i prodotti delle aziende ospiti. La giornata centrale del 26 ottobre è dedicata agli incontri professionali tra produttori e responsabili acquisti, chef e buyer; le partenze sono previste il 27 ottobre. Tra gli attori coinvolti figurano otto imprese siciliane selezionate per il loro legame con il territorio: Vigne di Verre (azienda biologica di Menfi), Molini del Ponte di Castelvetrano, la cooperativa Sicily Food Belice Valley, il Caseificio Cangemi (produttore della Vastedda Dop), Morselli Salumi, l’azienda agricola Bilà Giuseppe Antonio, la pasticceria Vaianella di Sciacca e Bunnìa, realtà specializzata nella tradizione conserviera a chilometro zero.

Chef, ristoratori e buyer presenti

A confrontarsi con i produttori ci saranno professionisti della ristorazione provenienti da diverse regioni: il pizzaiolo e docente della International Pizza Academy Vincenzo Florio, Giuseppe Lampugnani di Frizzcafè in Puglia, lo chef Vincenzo Lupo del Baglio Oneto dei Principi di San Lorenzo a Marsala, Gabriele Martinelli di Bottega Urbana e Poniente, e Vasiliki Pierrakea fondatrice di realtà milanesi come Vasiliki Kouzina. Saranno inoltre presenti tre locali pilastro della ristorazione italiana: Briss di Torino, Osteria della Foce di Genova e Ostaietta sempre a Genova, pronti a valutare materie prime e proposte gastronomiche.

Prodotti, cucina e legami con il territorio del Belìce

Al centro dell’esperienza c’è la valorizzazione delle filiere: le aziende non mostrano solo il prodotto finito, ma raccontano processi, varietà agricole e metodi artigianali. Il format punta a dare spazio alle produzioni locali come i grani antichi di Castelvetrano lavorati da Molini del Ponte, l’olio extravergine e la Nocellara del Belìce della cooperativa Sicily Food Belice Valley, oltre ai formaggi tipici come la Vastedda Dop del Caseificio Cangemi.

La cucina gioca un ruolo cruciale: il resident chef di Vigne di Verre, Dario Palminteri, utilizzerà i prodotti degli espositori per creare preparazioni che diventano ulteriori momenti di assaggio e discussione tecnica. Questo approccio consente ai buyer e agli chef di capire non solo il sapore ma anche la versatilità e le possibilità d’impiego in menu di alto livello.

Legame con il paesaggio e le tradizioni

Il progetto intende integrare paesaggio e tradizioni del Belìce nell’offerta dell’evento: degustazioni, visite e momenti conviviali vogliono raccontare una filiera che parte dai campi e arriva in cucina. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è misurare il successo non sul numero di incontri, ma sulla qualità delle relazioni professionali e sulle opportunità commerciali che ne scaturiranno.

Infine, l’evento si inserisce in una più ampia strategia di promozione regionale dedicata a rendere visibili le eccellenze siciliane all’interno dei circuiti della ristorazione nazionale, creando percorsi concreti di collaborazione tra produttori e interpreti del gusto.