Ddl Concorrenza: il diritto alla doggy bag e il nuovo logo anti-spreco

Con il nuovo Ddl Concorrenza, portare a casa gli avanzi al ristorante diventa un diritto. Scopri come funziona e cosa cambia per consumatori e ristoratori.

Un cambiamento significativo sta per arrivare nel mondo della ristorazione italiana. Il nuovo Ddl Concorrenza introduce infatti il diritto alla doggy bag trasformando una pratica comune in un obbligo per i ristoratori. Ma cosa comporta questa novità e come si applicherà?

La proposta di legge, che dovrebbe essere approvata dal Consiglio dei ministri, stabilisce che i clienti hanno il diritto di portare a casa i cibi e le bevande non consumati.

Questo diritto è esplicitamente riconosciuto e non può essere considerato una concessione facoltativa da parte del ristoratore.

Il logo ufficiale per identificare i ristoranti aderenti

Una delle novità più rilevanti è l’istituzione di un logo ufficiale che i ristoratori potranno esporre per segnalare ai clienti la possibilità di richiedere il cibo non consumato. Questo marchio sarà definito con un decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministro della Salute, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Il logo servirà a comunicare in modo chiaro e immediato ai clienti che possono portare a casa gli avanzi. Questo intervento normativo si inserisce nel più ampio quadro delle misure di tutela del consumatore e di regolazione del mercato contenute nel Ddl Concorrenza.

Le regole per il servizio di asporto

Lo stesso decreto ministeriale dovrà stabilire i criteri e le modalità per erogare il servizio di asporto del cibo non consumato. Questo significa che verranno fissate le regole operative che i ristoratori dovranno seguire, come le modalità di confezionamento, l’informazione al cliente e l’utilizzo del logo.

Questa iniziativa è parte di un più ampio piano per ridurre lo spreco alimentare. Il testo del disegno di legge prevede infatti che le campagne di promozione e valorizzazione di iniziativa pubblica, orientate alla riduzione dello spreco alimentare, facciano sempre riferimento al nuovo logo ufficiale.

L’impatto culturale e sociale

Per i consumatori, soprattutto nelle grandi città e nelle aree a più alta vocazione turistica, l’introduzione di un diritto esplicito alla doggy bag e di un logo dedicato punta a rendere questa pratica più normale, visibile e socialmente accettata. Questo potrebbe aiutare a superare le resistenze culturali ancora presenti in parte della clientela e degli operatori.

Con l’introduzione del diritto alla doggy bag e del logo ufficiale, i ristoratori saranno chiamati a rispettare nuove regole che favoriranno un consumo più responsabile e sostenibile.

Scritto da Edoardo Castellucci

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