Biscotti di Natale veneti: storia e ricette

Biscotti di Natale veneti: quali sono e qual è la loro storia.

Una delle caratteristiche più belle del periodo natalizio è la profusione di ricette di piatti e dolci che praticamente ogni cultura propone, legati a reminiscenze antiche, e antichi riti, o semplicemente a tradizioni tramandate di generazione in generazione, e gelosamente custodite all’interno delle famiglie come un tesoro senza tempo.

I biscotti di Natale veneti sono un esempio.

Biscotti di Natale veneti

La cultura veneta non fa eccezione, nel tempo del Natale si impreziosisce di succulenti pietanze che parlano di storia, di mare, di gente semplice con la voglia di portare anche lontano qualche buon ricordo.

Molti dei dolci tipici del territorio veneto nascono infatti dalla sua inscindibile relazione millenaria con l’ambiente acquatico, quando le mogli dei marinai e dei mercanti, che solcavano le acque delle lagune verso lontani orizzonti, preparavano con pochi semplici ingredienti dei biscotti che portassero con sé il sapore di casa, e che durassero a lungo per accompagnare i marittimi nel lungo viaggio.

Durante l’avvento, dunque, basta oggi girare per uno qualsiasi dei paesi e delle città che compongono il Veneto per imbattersi nel profumo di uova, farina e zucchero, miscelati con le spezie che una volta arrivavano dal lontano Oriente, a creare nuove vecchie dolci meraviglie che deliziano il palato.

Baicoli

Cominciamo con i “Baicoli”, biscotti da viaggio dalla lunga preparazione, che, se conservati in scatole di latta – gialle, secondo la tradizione veneziana – possono preservarsi integri e fragranti per lungo tempo. La ricetta prevede due diverse fasi di cottura, una parziale dell’intero panetto di impasto, ed una successiva con i biscotti sezionati e messi a completare la doratura.

baicoli

Puoti

Per la festività di Santa Lucia, la martire protettrice degli occhi molto amata e venerata sul territorio, le mamme e le nonne preparano dei “Puoti”, ovvero dei biscotti a forma di bambolotto – da cui il nome – per celebrare la Santa che nella notte tra il 12 ed il 13 dicembre passa di casa in casa con il suo fedele asinello portando dolcetti e doni ai bimbi che sono stati buoni.

Ed ecco come ingredienti semplici quali uova, zucchero, farina, burro, scorza di limone e vaniglia, uniti insieme e lavorati con mano veloce prima di essere modellati con una formina e passati in forno, contribuiscono a creare un’atmosfera di dolce attesa.

Zaleti

La tradizione dei dolci tipici, si basa spesso sulla disponibilità delle materie prime, ed ecco che dalla farina gialla, normalmente utilizzata nella preparazione della polenta, piatto povero ma nutriente, nascono dei piccoli capolavori che portano il nome di “Zaleti”, ovvero biscotti gialli, proprio a causa dell’utilizzo della farina Fioretto nell’impasto.

La loro preparazione richiede di mettere in ammollo dell‘uvetta per una mezz’ora, annegandola nel Rum oppure nella grappa. Miscelando poi le farine, gialla e bianca, con gli altri ingredienti e, ovviamente, l’uvetta, si produce la piccola magia di questi biscotti molto rustici e friabili, che si esaltano magnificamente se intinti in un vino Malvasia o Zibibbo, oppure semplicemente accompagnati ad un caldo the, o con del latte.

zaleti

Pevarini

Passeggiando per le vie del centro, o per le calli veneziane, visitando i mercatini di Natale ispirati dalle tradizioni del Trentino, può succedere di imbattersi in qualche bancarella che propone i “Pevarini”, golosi biscotti fatti con melassa, burro e, difficile a credersi, pepe bianco macinato. Il sapore deciso e speziato di questi dolci viene decantato dall’aroma di una buona “ombretta”, il tipico quartino di vino bianco o rosso che nelle sagre e durante le feste non può assolutamente mancare.

Bussoeai

L’isola di Burano, nella Laguna Veneziana, famosa per i suoi splendidi merletti che sono vere e proprie opere d’arte, ingolosisce i suoi visitatori con dei buonissimi “Bussoeai”, dei dolcetti portatori di grande energia – grazie ai numerosi tuorli d’uovo che la preparazione richiede – con un profumo unico generato dall’anice incorporata nell’impasto. Da gustare naturalmente con zabaione o vini dolci come il Fragolino o il Passito.

Bussoeai

Pandoli

Infine, non possiamo dimenticare i “Pandoli”, dolci rari perché difficilmente reperibili anche nelle pasticcerie del territorio, caratterizzati dalla lunghissima cottura effettuata a bassa temperatura, che li rende talmente friabili che l’inzuppo comporterebbe il problema di non riuscire a portarli interi dalla tazza alla bocca.

Scritto da Redazione Online
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