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Nuovo presidio Slow Food: tutelato il cavolfiore di Moncalieri

Presidio Slow Food

Dal Piemonte un nuovo Presidio Slow Food: il cavolfiore di Moncalieri. Scopriamo la storia e le particolarità che rendono questo prodotto unico!

Il Presidio Slow Food è uno dei principali strumenti a sostegno delle produzioni alimentari locali. Il progetto attualmente coinvolge oltre 13.000 piccole realtà il cui lavoro dà un grande contributo all’economia locale nonché alla tutela dell’ambiente, evitando l’estinzione di particolari varietà di frutta, ortaggi e antiche tecniche artigianali.

Presidio Slow Food: valorizzare la tradizione

La denominazione di Presidio, dunque, viene conferita a tutti quei prodotti che in qualche modo sono parte del patrimonio culinario tradizionale, e che in quanto tali vanno preservati. Di conseguenza, rientrare in questa categoria di merci non è semplice, dal momento che sono richiesti determinati requisiti in termini di sostenibilità. I prodotti Presidio devono innanzitutto essere realizzati nel rispetto dell’ambiente, tutelando la fertilità della terra e del territorio, evitando l’utilizzo di sostanze chimiche, e utilizzando tecniche tradizionali di coltivazione.

Un altro aspetto importante è l’attenzione per il sociale: i produttori, infatti, devono partecipare in modo attivo e autonomo alla gestione dell’azienda, creando una vera e propria rete per stabilire le regole di produzione e le modalità di promozione dei vari prodotti.

Cavolfiore di Moncalieri: la storia

Il network di Presidio Slow Food ha recentemente ampliato la sua cerchia accogliendo il cavolfiore di Moncalieri, coltivato nelle valli a sud di Torino. Questo prodotto ha in realtà origini francesi: la tradizione vuole che sia arrivato in Italia grazie ai Savoia, che quando si insediarono in Piemonte portarono con sé i propri giardinieri e ortolani. La coltivazione di questa varietà è continuata con grande successo fino agli anni Settanta, dal momento che era molto apprezzata per le sue caratteristiche organolettiche. La situazione è cambiata con l’avvento dell’agricoltura industriale, che ha favorito la diffusione di produzioni più rapide e su scala maggiore, a discapito delle coltivazioni tradizionali.

Il cavolfiore di Moncalieri è riuscito a sopravvivere fino ad oggi grazie al lavoro di pochi agricoltori, gli unici che ne custodiscono ancora i semi. Tuttavia, nel corso degli anni gli è stato riconosciuto il suo status di prodotto da tutelare, grazie all’inserimento nel Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino e nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali. La denominazione di Presidio, dunque, sarebbe solo l’ennesima conferma del valore di questa varietà di cavolfiore.

Per l’occasione è stata organizzata una vera e propria cerimonia: lunedì 4 marzo, infatti, il ristorante La Cadrega in piazza Vittorio Emanuele II, a Moncalieri, ospiterà un aperitivo dalle ore 18.30 a cui parteciperanno i principali produttori del cavolfiore, nonché chef rinomati e le autorità per conferire la nomina al prodotto.

Il cavolfiore di Moncalieri è un ortaggio molto versatile, dal momento che si presta a moltissimi tipi di preparazione. Ad esempio, può essere consumato fritto, bollito, e anche in abbinamento alla tipica bagna cauda. Inoltre, è possibile mangiare anche le foglie che lo avvolgono, sia cotte sia crude.

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