Sicurezza alimentare: tutto quello che c’è da sapere sul corso di formazione HACCP

Camerieri, cuochi, personale di cucina, ma anche impiegati nelle industrie alimentari che entrano a contatto con il cibo devono conseguire per legge l'Hazard Analysis and Critical Control Points, ovvero il certificato meglio conosciuto con l'acronimo di HACCP. 

Camerieri, cuochi, personale di cucina, ma anche impiegati nelle industrie alimentari che entrano a contatto con il cibo devono conseguire per legge l’Hazard Analysis and Critical Control Points, ovvero il certificato meglio conosciuto con l’acronimo di HACCP.

Per ottenere questo attestato è possibile frequentare appositi corsi haccp, che consentono di apprendere non solo tutte le principali norme igieniche, ma anche i processi da seguire per evitare di contaminare i piani di lavoro o il cibo che si sta maneggiando sono

Naturalmente, per assicurarsi di conseguire un bagaglio di conoscenze completo, è necessario orientarsi verso le proposte messe a disposizione da realtà specializzate, come per esempio il corso di formazione haccp di studiofoodconsulting.it, società di consulenza che costituisce un vero e proprio punto di riferimento nell’ambito della sicurezza alimentare.

Come si articola un corso HACCP

Un corso HACCP è finalizzato a spiegare nel dettaglio quali sono le norme igieniche da seguire tanto dal punto di vista individuale quanto per quello che riguarda la pulizia delle superfici e il contatto diretto con gli alimenti.

Un percorso formativo, dunque, illustra innanzitutto come la giusta cura dell’igiene personale sia fondamentale per evitare che i microrganismi della cute favoriscano la contaminazione dei prodotti.

Per quanto riguarda l’abbigliamento da indossare sul luogo di lavoro, un corso HACCP mette in evidenza come i colori degli indumenti devono essere chiari, al fine di individuare nell’immediato eventuali macchie di sporco che porteranno a un cambio immediato. Inoltre, le calzature devono essere di tipo antinfortunistico, in quanto gli ambienti lavorativi del settore alimentare, vista la presenza di elementi come fuochi e oggetti taglienti, espongono il personale a potenziali rischi. Naturalmente, un corso HACCP fornisce anche indicazioni chiare sui dispositivi da indossare per quanto riguarda guanti e cappelli.

Lavorare nel settore alimentare richiede di essere in perfette condizioni anche dal punto di vista della salute. Per questa ragione, i percorsi formativi pongono la massima attenzione sull’importanza di non presentarsi sul luogo di lavoro nel caso in cui si sia affetti da virus oppure da malattie intestinali, problemi della cute oppure infezioni che a livello di sintomatologia interessino anche la gola.

Corsi HACCP: cosa dice la normativa italiana?

La normativa sulla sicurezza alimentare in Italia è stata definita attraverso un processo graduale, che parte con la Direttiva 43 del 1993 e il Decreto Legislativo 155 del 1997, con cui veniva stabilita l’obbligatorietà di determinate condizioni per lavorare in tali settori.

A partire dal Decreto 193 del 2007, invece, sono state fissate anche delle sanzioni economiche, che vanno da un minimo di mille euro fino a 6 mila, per chi non si metta in regola e non rispetti le linee guida principali della legge.

L’operatore che consegue l’attestato HACCP può dunque lavorare, nel pieno rispetto delle normative vigenti, in qualsiasi ambito del settore alimentare in cui si entri a contatto diretto con il cibo oppure sia necessario provvedere al suo confezionamento: dai ristoranti alle strutture ricettive, passando per le catene di montaggio. Naturalmente, l’obbligo di seguire il corso haccp sussiste anche per chiunque gestisca un’azienda agroalimentare.

Per quanto riguarda la pulizia delle superfici, invece, i corsi formativi permettono di conoscere dettagliatamente come sanificare al meglio tanto gli ambienti quanto il piano di lavoro e gli strumenti professionali.

Infine, in merito a quello che è il contatto diretto con gli alimenti, infine, la formazione consente di comprendere quali sono i comportamenti da adottare per ridurre al minimo le diverse tipologie di contaminazione.

Scritto da Redazione Food Blog

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