Sarde in saor: ricetta originale veneziana con pinoli e uvetta Valutazione media: 5/5 · 1 voto Ricetta di Angelica Mocco Preparazione 15 minuti Cottura 15 minuti Tempo totale 30 minuti Difficoltà Semplice Dieta Senza glutine Portata Antipasti Le sarde in saor sono un raffinato antipasto dal sapore agrodolce, tipico della cucina veneta. La ricetta ha origini molto antiche e nacque dall’esigenza dei pescatori di conservare a lungo il pesce. Condite con cipolle, pinoli e uva sultanina, le sarde in saor erano apprezzate anche dal ceto aristocratico e il loro pregio è stato tramandato fino ai giorni d’oggi. Scoprite come prepararle secondo la ricetta originale veneziana! Stampa la ricetta Ingredienti 500 g di sarde pulite; 600 g di cipolle bianche; 200 ml di aceto di vino bianco; 40 g di uva sultanina; 40 g di pinoli; q.b. farina di riso; q.b. olio extravergine d’oliva; q.b. sale e pepe. 1 cucchiaio di zucchero semolato; Procedimento Mondate le cipolle, tagliatele ad anelli e lasciatele in ammollo in acqua fredda per almeno 20 minuti. Intanto pulite accuratamente le sarde e sfilettatele. Trascorso il periodo di ammollo, rosolate le cipolle con un filo d’olio extravergine d’oliva e attendete che risultino ben appassite. Unite alle cipolle l’aceto di vino e proseguite la cottura fuoco vivace, aggiungendo anche lo zucchero, un pizzico di sale e pepe nero macinato. Passate nella farina di riso i filetti delle sarde e friggetele in abbondante olio extravergine d’oliva, scolatele non appena risultano dorate e lasciatele sgocciolare sopra dei fogli di carta assorbente. Create un primo strato di sarde fritte sul fondo di una pirofila, copritele con cipolle in agrodolce, uva sultanina reidratata e pinoli. Proseguite in questo modo fino a terminare gli ingredienti a disposizione. Coprite la pirofila con uno strato di pellicola per alimenti e lasciate riposare le sarde in saor per 12 ore prima di servirle: in questo modo tutti i sapori e profumi di uniranno. Note Vi consigliamo di provare anche le deliziose alici a beccafico alla catanese e le alici alla scapece.